15 agosto 2014 15:00

"LIBERA" a Savona (ed in Liguria) quanto è libera davvero?

E' questa la domanda che pone la Casa della Legalità, l'Onlus che da un decennio è impegnata sulle barricate dell'antimafia in Liguria, isolata dal silenzio di molti (troppi?)

"LIBERA" a Savona (ed in Liguria) quanto è libera davvero?

Più volte Casa della Legalità aveva cercato di aprire un confronto perché "LIBERA" tornasse alle sue origini. La risposta non l'hanno mai avuta. Il confronto non è mai stato accettato dall'organizzazione fondata dal Don Luigi Ciotti che, anzi, ha querelato la Casa della Legalità (!)

Adesso pubblica uno spaccato sulla Liguria che è davvero eclatante ed allo stesso tempo è anche preoccupante perché fa pendere la risposta alla domanda iniziale su: "ben poco" libera.

NININ non prende quasi mai nulla per buono prima delle verifiche, e quindi abbiamo esaminato punto per punto quanto dice e si chiede la Casa della Legalità, alla quale non perdiamo occasione per esprimere solidarietà. Vicinanza o meno i riscontri ci sono tutti. Pare proprio che nulla sia stato inventato (purtroppo, e di nuovo).

 

In sintesi la questione sollevata (l'articolo integrale lo riprendiamo in coda) è questa: l'Autorità Portuale di Savona vede molte criticità nella gestione degli appalti con anche casi eclatanti di assegnatari arrestati per 416-BIS o corruzione, ed il Responsabile dei procedimenti e delle gare è l'Ing. Flavio Destefanis, marito di Dina Molino che di LIBERA è la Referente Provinciale che di queste cose non parla mai, così come non parla e non denuncia le criticità di lavori, varianti e concessioni delle Amministrazioni Pubbliche a soggetti legati (quando non arrestati) per reati gravissimi e, spesso, con legami indicati dagli inquirenti con le cosche mafiose. Solleva poi il fatto che in questa situazione si inserisce pure la figlia dei due che, da giornalista di Repubblica, scrive articoli sulle "lodevoli" iniziative antimafia che in Liguria ed a Savona fa proprio quella LIBERA.

 

NININ ha verificato ed ecco cosa è venuto fuori:

- L'appalto alla società siciliana con il Direttore Tecnico agli arresti per 416-BIS esiste davvero.

Ne ha parlato SavonaNews:

http://www.savonanews.it/2012/06/27/mobile/leggi-notizia/articolo/quiliano-la-dia-nei-cantieri-dellautorita-portuale-accanto-al-mercato-ortofrutticolo-il-propriet.html

oltre al Secolo XIX:

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2012/06/28/APOZcSpC-direttore_antimafia_certificato.shtml

 

- Gli inviti alle gare alle società "Beton-Bit" e "Chiaro Vincenzo" da parte della Interporto di Vado ci sono entrambi:

http://www.genovaweb.org/Vado-palazzina.docx

http://www.genovaweb.org/Quiliano-Nordiconad.docx

 

 

- L'arresto del titolare dell'impresa Grandi Lavori - Fincosit da parte del Gip di Venezia è fatto noto di cui abbiamo già scritto:
http://www.ninin.liguria.it/2014/06/14/leggi-notizia/argomenti/inchieste/articolo/-9ccf274bee.html

Qui, comunque, c'è anche l'Ordinanza di Custodia Cautelare Integrale: http://www.genovaweb.org/mose.pdf 

 

- La negazione della presenza mafiosa ad Albenga, e nel comprensorio, da parte del neo sindaco 

Giorgio Cangiano è stata ampiamente dichiarata dallo stesso a "Il Secolo XIX"

(qui l'articolo con le sue dichiarazioni: http://www.genovaweb.org/cangiano-negazionista-ilsecoloxix.pdf - ed anche di questo avevamo scritto dando conto della contestazione (isolata) della Casa della Legalità a tali dichiarazioni: http://www.ninin.liguria.it/leggi-notizia/argomenti/news/articolo/albenga-ndrangheta-quale-ndrangheta.html)

 

Effettivamente, poi, nella lista "Voce alla Gente più" della coalizione di Cangiano era effettivamente candidato Fabrizio Accame
(qui l'articolo de Il Secolo XIX: http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2014/04/12/AQuQONSC-albenga_truppe_presenta.shtml)

 

E Fabrizio Accame risulta chiaramente citato nell'Ordinanza di Custodia Cautelare di Antonio Fameli ed altri, in quanto lavora per Fameli e Pronestì Antonello, oltre che essere da tempo in rapporti con Carmelo Gullace (qui il testo dell'Ordinanza integrale: http://www.genovaweb.org/occ-fameli-2012.pdf)

 

- che la Molino sia Referente di Libera a Savona è riscontrato sul sito di Libera

(vedi qui direttamente dal sito di Libera: http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3213)

 

- che la figlia scriva articoli sul Libera su Repubblica è riscontrato qui

http://genova.repubblica.it/cronaca/2014/08/13/news/libera-93720286/

 

Anche sul resto di quanto è indicato dalla Casa della Legalità vi sono i riscontri.

 

- Sul fatto che la CISL a Savona è scesa in piazza contro le interdizioni antimafia ai FOTIA ci sono articoli, video e foto in rete rintracciabili da chiunque. Ne ha scritto anche il Fatto (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/21/savona/359462) e noi qui ci mettiamo una foto:

 

- Sul fatto che la Regione Liguria finanzi Libera è un fatto noto:

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2012/02/24/APA67UxB-riutilizzo_confiscati_sostiene.shtml

 

- Sul fatto che la Unieco l'abbia sponsorizzata basterebbe la dichiarazione del Presidente di Unieco:  “Il rapporto, ormai da molti anni stretto con Libera e con Don Ciotti, ci ha spinto a questa nuova iniziativa e altre ne seguiranno. A fine mese un gruppo di soci Unieco andrà in Sicilia per toccare con mano quanto la cooperazione può fare per il futuro del nostro Paese. Sono investimenti per un futuro migliore dove la legalità e il lavoro saranno al centro di nuove attenzioni”.

(il testo integrale è qui: http://www.unieco.it/Sezione.jsp?titolo=La+cooperazione+reggiana+per+Libera&idSezione=726)

 

Allo stesso tempo è noto, soprattutto tra Genova e Savona, che l'Unieco abbia fatto lavorare come propri fornitori i FOTIA ed i MAMONE. Ed allo stesso tempo è noto che la cooperativa di "Provolino", ovvero Paradiso, avesse commesse di lavori da parte di ATA SPA del Comune di Savona.

 

Non possiamo che confermare che Libera a Savona (ed in generale in Liguria) non denuncia queste collusioni e queste criticità. Non possiamo mettere link, non ce ne sono, non avendo mai indicato nomi, cognomi e fatti, come ricorda la Casa della Legalità che, forse proprio per l'isolamento nella sua azione di denuncia, è stata posta nel mirino delle organizzazioni mafiose.

 

A NININ risulta che alcuni, molto vicini a LIBERA, abbiano sollevato forti critiche sulla realtà savonese (e ligure) e se vorranno qui avranno spazio per le loro riflessioni e considerazioni, sperando di essere utili ad un cambiamento nell'interesse comune della legalità.
Fatte le dovute verifiche, annotate per noi e per voi, qui di seguito l'articolo della Casa della Legalità:

----------------------------------------------------------- di CdL

Con "LIBERA" tutti in famiglia... a Savona

 

Nella provincia ligure del grande buco nero, dove la mafia c'è da decenni, incide e decide, ma non la si vuole vedere e non la si nomina, se non in senso generale, del tipo “la mafia è brutta”, c'è una scena familiare che racchiude il tutto...

 

Prendiamo l'AUTORITA' PORTUALE di Savona. Facciamo due esempi. Affidamento appalto per “Intervento di mitigazione del rischio idraulico del rio Pilalunga in sponda sinistra del torrente Quiliano”, per un importo contrattuale di 699.413,60 euro. Responsabile del Procedimento l'Ing. Flavio DESTEFANIS (lo stesso Responsabile Unico del Procedimento della devastante opera “PIATTAFORMA MAERSK”dove la principale impresa all'opera "GRANDI LAVORI - FINCOSIT" ha il presidente arrestato dal GIP di Venezia per la maxi corruzione del Mose). Quell'appalto da quasi 700 mila euro lo vince l'impresa cooperativa “SPEEDY”. Amministratore della stessa SPEEDY e Responsabile della sicurezza dell'impresa nel cantiere in questione risultava LO SCRUDATO Stefania. Direttore tecnico della “SPEEDY” (e legato alla LO SCRUDATO) era il COSTANZA Salvatore, arrestato nell'operazione “KAMARAT” per 416-BIS in quanto ritenuto affiliato all'associazione mafiosa Cosa Nostra ed in particolare facente parte della famiglia mafiosa di Cammarata. L'AUTORITA' PORTUALE DI SAVONA davanti a tale contesto, con il COSTANZA posto agli arresti per 416-BIS, precisava che per quanto riguardava il loro cantiere non vi erano problemi perché anche se il COSTANZA (Direttore Tecnico della SPEEDY e legato all'Amministratore della stessa società) era in cella, i documenti formali dell'impresa, acquisiti nel 2011, erano regolari. Altro esempio. L'AUTORITA' PORTUALE di Savona è nella “INTERPORTO DI VADO LIGURE SPA”. Chi, questa impresa, ha invitato ad alcune gare? Due esempi: - la CEMENT-BIT che risultava coinvolta nelle attività illecite al centro dell'inchiesta “DUMPER” della Procura di Savona (e che coinvolgeva in prima persona FOTIA Pietro con la SCAVO-TER) e che vedeva anche l'adozione da parte del GIP del TRIBUNALE DI SAVONA di misura interdittiva; - la CHIARO VINCENZO & C SAS che risulta indicata in molteplici Atti dell'Antimafia - a partire da quelli della Prefettura di Savona, nonché della D.I.A. - perché legata ad esponenti dei noti GULLACE e FAZZARI. 

Dettagli direte voi... A SAVONA son tutti dettagli... I rapporti del PD con i FOTIA, ad esempio. Così come gli appalti alla cooperativa “IL MIGLIO VERDE” del PARADISO Leonardo assegnati dall'Amministrazione Comunale (con ATA SPA) e tante tante altre cose, come le varianti urbanistiche a favore dei DELLEPIANE, mentre il principale esponente familiare (e del GRUPPO DEMONT) è accusato di associazione a delinquere insieme a MAMONE Gino perché parte del “cartello di imprese” guidato dall'esponente della famiglia MAMONE per controllare (e definire) l'assegnazione di appalti e subappalti pubblici, come documentato dalla Guardia di Finanza nel inchiesta “PANDORA”. 

Ecco, dettagli che sono sotto gli occhi di tutti ma tanto non vedono e che anche LIBERA non indica, non denuncia.

Eppure LIBERA a Savona c'è. La Referente Provinciale è Dina MOLINOla moglie del citato Ing. Flavio DESTEFANIS dell'Autorità Portuale. Non vorrà porre le questioni per non mettere in difficoltà il consorte? Non si sa, si sa invece che nomi, cognomi e fatti a Savona non si fanno.

Una LIBERA poco LIBERA quindi di poter valutare serenamente ed indicare le criticità (e le infiltrazioni) nel Potere a Savona… Come, più in generale, quelle infiltrazioni, contiguità e connivenze che arrivano nel Palazzo della REGIONE LIGURIA (che finanzia LIBERA) o nelle grandi Cooperative, come COOPSETTE o UNIECO (che si fregiava di sponsorizzare LIBERA), che hanno selezionato, da lungo tempo, come fornitori proprio i FOTIA, come iMAMONE e qualche volta i PELLEGRINO. Lì, a Savona, come in generale in Liguria, fanno parate, convegni, distribuzioni di braccialetti e merchandising vario, ma nomi, cognomi e fatti, no... Denunce nemmeno, sia mai!


P.S.

 

Non è una battuta quella della distribuzione dei braccialettini. Questo è un fatto! Lo hanno dato, ad esempio, anche al sindaco di Albenga CANGIANO che la mafia (che lì c'è da decenni ed un galoppino dei noti FAMELI e GULLACE lo aveva pure candidato in una lista della sua coalizione) dice che lì non c'è… e non gli risulta nemmeno nel comprensorio.
Non ci credete che abbiano distribuito i braccialettini “antimafia”? Suvvia, di questa dirompente iniziativa “antimafia” né scrive anche "Repubblica", con unarticolo di Giulia DESTEFANIS, figlia del citato Ing. Flavio DESTEFANIS e Dina MOLINO, Referente di LIBERA a Savona.

P.S. 2

Ma poi la CISL, che ha portato le proprie bandiere in piazza contro l'interdizione antimafia ai FOTIA emessa dalla Prefettura, siede ancora nel Coordinamento provinciale di LIBERA a Savona?

 

 

ninin / cdl

Ti potrebbero interessare anche: