Newsvenerdì 17 marzo 2017 16:28

Una Liguria disoccupata

Gli sconfortanti dati Unioncamere (a cura di Franco Astengo)

I dati diffusi dall’Ufficio Studi di Unioncamere riferiti al 2016 confermano la condizione di difficoltà dell’economia ligure in un quadro complessivo che può ben essere considerato di impoverimento generale.

Il 2016 si è chiuso, infatti, con dati poco confortanti sul mercato del lavoro.

Gli occupati liguri risultano 610.000, 2 mila in meno rispetto al 2015, nonostante il tasso di occupazione sia passato dal 62,4% al 62,7%; questo fatto si spiega per via di una diminuzione della popolazione, che rappresenta il denominatore dell’indice.

A livello provinciale Imperia ha registrato 79.000 occupati , Savona 111.000, Genova 332.000, Spezia 88.000.

Notizie poco confortanti anche sul fronte della disoccupazione: 4.000 disoccupati in più.

Il 2016 si è chiuso infatti con un tasso di disoccupazione pari al 9,7% rispetto al 9,2% del 2015.

La Liguria si trova all’ultimo posto delle regioni del Nord Italia: l’unica fra queste in cui – appunto – il tasso di disoccupazione è cresciuto.

La provincia con il tasso di disoccupazione più alto è Imperia con il 13% (addirittura due punti di percentuale in più rispetto al 2015) segue La Spezia con il 10,2%, Genova 9,9% e Savona con il 6,4%.

Il tasso di  disoccupazione giovanile (15 – 24 anni) in Liguria cresce di 3,4 punti percentuali passando dal 34,5% al 37,9%, in linea con la media nazionale del 37,8%.

Al riguardo della disoccupazione giovanile è Genova, tra le province liguri, a far registrare il tasso più alto con il 41,1% (quasi 5 punti in più rispetto al 2015), Imperia al 40,3%, La Spezia 30,9% e Savona 27,8% (nel 2015 22,0%, quindi una crescita del 5,8%).

Questi dati dimostrano, ancora una volta, la fragilità del tessuto economico ligure e le scarse prospettive occupazionali, in particolare riguardo ai giovani.

Si può parlare di progressivo declino: tanto più che da questi dati mancano due elementi molto importanti per la formulazione di un giudizio complessivo:

1)      I dati della stagionalità dell’occupazione in relazione alle attività turistico – balneari;

2)      I dati  della cassa integrazione riguardante grandi aziende in difficoltà come . La cassa integrazione dovrebbe ammontare, da dati provvisori da verificare a poco meno di 10,8 milioni di ore per il 2016. Nel mese di dicembre 2016 richieste di Cig sono salite a quasi 3,6 milioni di ore (di cui il 96,5% concentrate nella provincia di Genova) a fronte delle 630 mila ore del dicembre 2015.

In conclusione non si può non rimarcare la difficoltà dell’intero tessuto economico e il progressivo depauperamento del patrimonio lavorativo della Regione, fenomeno che insiste ormai da molti anni e al riguardo del quale emerge complessivamente un deficit di progettualità.

Intanto alcuni comuni della Provincia di Savona dichiarati “area di crisi complessa” attendono sempre l’emanazione di provvedimenti atti ad individuare settori con possibilità d’investimento, riconversione, riqualificazione.

Un ritardo (sono passati ormai circa otto mesi dal riconoscimento dello stato di crisi) che la dice lunga sullo stato di cose in atto.

Non si rileva, infine, alcuna volontà di mobilitazione costante né sul fronte delle istituzioni locali (che si baloccano con ben altro) né da parte delle organizzazioni sindacali confederali.

Franco Astengo

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