Ambientedomenica 18 giugno 2017 07:00

Savona: la Cementificazione come Felicità

Mimmo Lombezzi risponde ai 5+1AA: se uno si prende un pomeriggio libero, trascura la fidanzata, e va a contemplare la piazza del quartiere commerciale delle Officine, così simile ai quartieri nuovi di Tirana o di Pristina, con il suo guazzabuglio di banner e di cartelloni pubblicitari, oppure il tetragono palazzo dell’Ente Porto, con i suoi cubi sfalsati come fosse stato urtato da una nave, bisogna ammettere che a Savona l’immaginario dello Studio 5 +1 è andato ben oltre il reale, già sfigurato dal Crescent, il più grande (e forse unico) ecomostro eretto dalla ‘sinistra’ italiana nel cuore della Darsena

Un titolo del SecoloXIX su “Milano Arch Week” recita : “Architetti, attenti: il nostro obiettivo è portare felicità” . Lo studio genovese 5+1 partecipa alla rassegna e avverte: “non si può tollerare tutto in nome della sostenibilità”. Uno direbbe “vasto programma” poi legge che l’autore, Alfonso Femia è “cofondatore con Gianluca Peluffo dello studio di architettura 5+1 AA”, studio che presenta alla rassegna: “alcuni progetti e opere recenti che mettono al centro il Mediterraneo, la città contemporanea, il dialogo con la Materia, il patrimonio esistente come luogo dell’invenzione e dell’innovazione".

Ora lo Studio 5+1 AA è lo stesso che firma il contestatissimo progetto per il riassetto del “Waterfront” di Savona, redatto per l’Associazione Costruttori e adottato a scatola chiusa dalla Giunta di Savona. Non sappiamo se sia stato anch’esso presentato a “Milano Arch Week” ma apprendiamo che : “la ricerca dello studio,che parte dalla città di Genova diventa elemento di confronto con culture del fare e del sapere differenti, mettendo al centro il progetto come strumento di Dialogo” . Sciambola , un intento nobilissimo!

Vien da chiedersi però, quale filosofia del “Dialogo” abbia ispirato il progetto per il “Waterfront” , visto che non è mai stato discusso nelle commissioni comunali e, a quanto pare, è stato una “sorpresa” anche per il vicesindaco, coinvolto solo quando insieme al progetto arrivava l’acqua minerale per la conferenza stampa.

“La nostra idea di architettura – prosegue Femia - è di nutrire il reale con l’immaginario“. Ora se uno si prende un pomeriggio libero, trascura la fidanzata ,e va a contemplare la piazza del quartiere commerciale delle Officine, così simile ai quartieri nuovi di Tirana o di Pristina, con il suo guazzabuglio di banner e di cartelloni pubblicitari, oppure il tetragono palazzo dell’Ente Porto, con i suoi cubi sfalsati come fosse stato urtato da una nave, bisogna ammettere che a Savona, l’immaginario dello Studio 5 +1 è andato ben oltre il reale, già sfigurato dal Crescent, il più grande (e forse unico) ecomostro eretto dalla ‘sinistra’ italiana nel cuore della Darsena.

“In questo modo, - prosegue Femia nel suo ‘manifesto’ - vogliamo prendere distanza da mode o cliché figli del tempo e riaffermare una architettura che, ovviamente, deve essere sostenibile, ma senza che questo diventi un leit-motif per giustificare tutto! Tutto: anche ciò che, invece, va dichiarato come insostenibile e/o che distoglie dai veri valori dell’architettura e del progetto, che devono prioritariamente costruire “felicità”. Commovente, ma forse la domanda se l’Architettura porti o meno “FELICITA’” andrebbe rivolta ai comitati di cittadini e di ambientalisti che da anni si battono per difendere lo scoglio della Margonara e le ultime due spiagge libere rimaste vicino a Savona.

Sopravvissuta alle betoniere di “Calce & Martello”, la spiaggia del Molo Verde rischia - in base al progetto di “Waterfront” dei 5+1 - di essere strozzata fra: 
1) una piattaforma per i cantieri navali, 
2) un ‘porticciolo’ per gli yacht, 
3) palazzine di 3 piani – TRE PIANI ! – conficcate fra la spiaggia e l’Aurelia.

“Empatia e soddisfazione – conclude Femia - sono piani diversi di un giudizio che si basa da un lato sulla valutazione di quanto lo spazio scelto abbia risposto al proprio sentire i luoghi, la loro relazione con la luce, la capacità e qualità del percepire, sia il rapporto urbano che quello paesaggistico”. Se il progetto verrà realizzato le due spiagge “ riqualificate” potrebbero essere ribattezzate proprio così : “EMPATIA & SODDISFAZIONE”.

Mimmo Lombezzi per Il Secolo XIX

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