Ambientelunedì 17 luglio 2017 12:18

Per un pugno di mosche

La Cina investe sulle rotte artiche: chi era alla Ubik in un pomeriggio dell'anno scorso ricorderà come l'ingegner Forzano ne avesse ampiamente parlato, per mostrare l'inutilità della piattaforma Maersk. Ora i dati son pubblicati nero su bianco sul Financial Times, e il mondo dello shipping italiano sta iniziando a tremare

La Cina continua a estendere il proprio raggio d’azione nella politica di acquisizioni di infrastrutture portuali. Secondo il Financial Times, gli investimenti in questa strategia sono addirittura raddoppiati, da 9,97 miliardi di dollari a 20 miliardi, con un’accelerazione sulle rotte artiche.

Così, come mostra la cartina pubblicata su “La Stampa” di oggi, la Cina potrà raggiungere l’Europa con un tragitto più breve, risparmiando tempo e carburante.

Nonostante i protagonisti dello shipping italiano si sgolino per dire che passar da Vado Ligure sarà molto più comodo, e i quotidiani non smettan di cianciare delle centinaia di posti di lavoro che darà la piattaforma, l'impressione è che in realtà i nodi stiano venendo al pettine: in cambio della distruzione della baia di Vado, avremo un danno incalcolabile per un pugno di mosche. Saran contenti solo i potenti costruttori.

Ninin

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