martedì 25 luglio 2017 16:17

E se i licenziamenti Ericsson fossero un ricatto?

Mentre si parla dei progetti in banda larga (vera) si vanno delineando le scelte commerciali di colossi come Enel verso una concorrenza orientale costituita dalle cinesi ZTE e Huawei. E proprio ZTE, fresca aggiudicataria del maxiappalto Wind - Tre, sta iniziando a muoversi in Italia con una politica commerciale fatta di qualità e prezzi bassi, tanto da attirare la stessa Telecom Italia

E se i licenziamenti Ericsson fossero un ricatto?

A l’Aquila, infatti “La nuova infrastruttura ultrabroadband di nuova generazione (NGN) raggiunge tutti i 183 edifici del progetto C.A.S.E., per complessive 4.600 abitazioni, rendendo disponibili collegamenti fino a 100 Megabit al secondo. Oltre 17.000 persone potranno usufruire di servizi di telecomunicazione e collegamenti a larga banda in grado di supportare l’offerta di servizi innovativi” leggiamo sul sito di ZTE Italia.

Anche chi ne sa, come il Corrierecomunicazioni.it, parla di una ZTE pronta ad assumere 2500 addetti e scrive, inoltre “L’ingresso di Zte sembra inevitabilmente destinato a creare nuovi scossoni nel già turbolento mercato dei fornitori di apparati di telecomunicazione. In primis in Ericsson (...)”

A questo punto Ericsson potrebbe esercitare una “leva sociale” con licenziamenti clamorosi, per spingere il Governo a far pressione sui Grandi Gestori per un ritorno in cascina delle commesse?

Non sarebbe il primo caso...

Dei licenziamenti Ericsson parla anche Giovanni Toti: leggi qui: http://www.fivedabliu.it/2017/07/25/licenziamenti-ericsson-toti-possibili-fondi-ricollocamento-gia-dalla-prima-settimana-di-agosto/ 


Ninin

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