martedì 08 agosto 2017 08:41

La 'ndrangheta a Savona

Tutto nasce da un’intercettazione raccolta dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino, durante un'indagine sui clan a cavallo tra Piemonte e Liguria. La cimice, installata sull’auto di uno dei sospettati, registra l’audio di un dialogo con il passeggero. L’oggetto della conversazione sono alcune riunioni di ’ndrangheta e lo “sgarbo’’ dovuto a un mancato invito: «Là, per ragionare, c’era bisogno di noialtri». Al summit contestato, dicono i due uomini intercettati, c’erano «quelli di Varazze». Un riferimento che, nel tono di chi parla, esprime una certa stizza: «Lo sapete che il posto centrale è Savona»

Questa sequenza, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Genova, a cui i colleghi torinesi hanno trasmesso il carteggio, ha una precisa lettura. In Liguria non ci sono solo le quattro “locali” (le strutture territoriali della malavita calabrese), la cui esistenza è stata finora documentata nel corso dei processi giudiziari: Genova, Ventimiglia, Lavagna e Sarzana.

L’esercito delle ’ndrine ha un avamposto importante anche nel “buco nero” di questa mappa, la provincia di Savona. La nuova inchiesta, coordinata dal pm Alberto Lari e dalla sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Genova, ruota intorno a quattro persone, indagate per associazione a delinquere di stampo mafioso. «Savona è il posto centrale».

Nel mirino degli investigatori c’è un nucleo di personaggi che ruota tra Savona, Loano e Varazze. Tutti centri che fino ad oggi sono rimasti fuori dalle grandi inchieste contro la ’ndrangheta in Liguria.

Tra il 2010 e il 2011, infatti, i carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale) avevano arrestato il boss della Liguria Mimmo Gangemi, successivamente una decina di persone sospettate di costituire la cosca di Genova. Tra il 2011 e il 2012 sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose i Comuni di Bordighera e Ventimiglia (provvedimenti poi annullati dal Consiglio di Stato). Il processo “La Svolta” ha poi cristallizzato la presenza dei clan nella provincia di Imperia.

L'ultimo grande colpo viene assestato dall'inchiesta della polizia che ha portato quest'anno allo scioglimento del Comune di Lavagna. La Spezia, in particolare Sarzana, era già stata lambita dalla prima operazione. L'interrogativo, fino a oggi, ha riguardato proprio Savona: possibile che solo questa porzione di territorio non abbia conosciuto infiltrazioni?

A luglio dello scorso anno l'operazione "Alchemia" aveva gia colpito alcuni presunti membri del clan "Raso-Gullace-Albanese", radicati a Savona, e originari di Cittanova.

Nell’operazione, che nella sua propaggine ligure ruota intorno alla figura di Carmelo Gullace, erano stati sequestrati beni per 40 milioni di euro e arrestate 42 persone in tutta Italia.

Una delle imprese delle famiglie coinvolte si era infiltrata nei cantieri del Terzo Valico. Mai prima d’ora, tuttavia, nemmeno in quell’occasione, gli investigatori erano arrivati a ipotizzare l'esistenza di una vera e propria “locale".

Una struttura che nel gergo ’ndranghetistico ha un significato preciso: una federazionedi più famiglie,che può contare su un esercito di 50- 60 uomini.


M. Grasso per Il Secolo XIX

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