Ambientevenerdì 08 settembre 2017 15:36

Inceneritore? No grazie

La gestione dei rifiuti in Liguria ed in provincia di Savona. Chiusura del ciclo con la pericolosa combustione di CSS da rifiuti? (MODA Savona)

PREMESSE

La recente Deliberazione n. 6 del 27.7.2017 del “Comitato d'Ambito per il ciclo dei rifiuti” di Regione Liguria e Province liguri riporta al punto d) : “... orientare le scelte del Piano relative alla dotazione impiantistica e alla localizzazione delle infrastrutture, coerenti con l'opzione del piano Regionale basata sulla chiusura del ciclo con la produzione di CSS combustibile...” ed inoltre “... Occorre garantire comunque il completamento del panorama degli impianti TMB finalizzato ad ottenere la disponibilità di una componente secca valorizzabile energeticamente....” e ancora “Tale risultato avente il vantaggio di prolungare la vita utile delle discariche …. e consentire una collocazione della frazione a maggior potere calorifico in un mercato recettivo (tot. circa 126.000 t. oltre al Cdr (Combustibile derivato da rifiuti) di La Spezia, … potrebbe condurre all'affermazione della soluzione CSS-combustibile, in coincidenza con positive verifiche di mercato e possibilità di collocazione in campo nazionale o internazionale”.

PIANO D'AREA PER LA GESTIONE RIFIUTI URBANI DELLA PROVINCIA DI SAVONA (ottobre 2016) CAP 3 ANALISI DELLA SITUAZIONE ESISTENTE

I dati relativi al 2013 riportano che il 65% dei rifiuti urbani sono smaltiti in discarica (Boscaccio di Vado Ligure 94.750 tonnellate (t.) e Ramognina di Varazze 22.050 t.) mentre la Raccolta Differenziata (R.D.) è ancora nel 2014 del 38,4 % . Ciò appare in contrasto con la normativa italiana che già da anni (2012) prevede di raggiungere un minimo di R.D. del 65%. Inoltre è stato approvato dalla Giunta della Regione Liguria l'ampliamento della discarica del Boscaccio di Vado Ligure per 1,7 milioni di metri cubi (delibera n. 1399 del Novembre 2011). Anche questo ampliamento della discarica appare in contrasto con gli obiettivi UE che prevedono la progressiva riduzione del conferimento in discarica e la totale chiusura delle stesse al 2030. La Commissione dell' Unione Europea nel documento Verso un'economia circolare : programma per un'Europa a zero rifiuti (Bruxelles, 02.07.2014) ec.europa.eu/transparency/regdoc/rep/1/2014/IT/1-2014-398-IT-F1-1.Pdf riporta in sintesi a pag. 10: Per incrementare i benefici economici, sociali ed ambientali derivanti da una migliore gestione dei rifiuti urbani, la Commissione propone di: • aumentare la percentuale di rifiuti urbani riutilizzati e riciclati portandola almeno a 70% entro il 2030; • aumentare la percentuale di rifiuti di imballaggio riciclati portandola a 80% entro il 2030, con obiettivi intermedi di 60% entro il 2020 e 70% entro il 2025, con obiettivi per determinati materiali; • vietare il collocamento in discarica dei rifiuti riciclabili di plastica, metallo, vetro, carta e cartone e dei rifiuti biodegradabili entro il 2025, e chiedere agli Stati membri di impegnarsi per abolire quasi completamente il collocamento in discarica entro il 2030; • promuovere ulteriormente lo sviluppo di mercati delle materie prime secondarie di qualità, anche valutando l’opportunità di introdurre criteri di fine vita per determinati materiali;

COSTI DI GESTIONE RIFIUTI NEL “RAPPORTO RIFIUTI 2015” DELL'ISPRA

I dati sul costo medio pro-capite per la gestione dei rifiuti urbani in Italia, nelle regioni e comuni italiani elaborati da Ispra nel 2015 (riferiti al 2014) rivelano aspetti a nostro avviso significativi. La Regione Liguria ha i costi di gestione rifiuti più elevati del Nord Italia: Italia (165€/ab), Nord Italia (149,06€/ab), Regione Liguria (206,86 €/ab). Il Comune di Savona, inoltre, nel 2016, inspiegabilmente, ha costi altissimi (224,73 €/ab) con R.D. non a norma che si attesta intorno al 42,56 % (2016), mentre, ad esempio, il Comune di Cairo Montenotte (SV) dove la R.D. ha raggiunto valori elevati dell' 80,44% (2016) ha costi decisamente inferiori (161,05 €/ab). Visti gli alti costi pro-capite di Regione Liguria (R.D. 43,29% nel 2016) e del Comune di Savona (R.D. 42,56% nel 2016), ci si aspetterebbe una Raccolta Differenziata a norma di almeno il 65%. OSSERVAZIONI 1) La raccolta differenziata nella Provincia di Savona (49,43% nel 2016) non rispetta il valore minimo obbligatorio per legge del 65%, mentre potrebbe facilmente raggiungere l'80% o il 90%, come ha dimostrato il Comune di Cairo Montenotte (80,44 % al 2016) fino ad arrivare a “rifiuti zero” senza incenerimenti di CSS o discariche. Con una auspicabile Raccolta differenziata spinta (80-90 %) si eliminerebbe la “chiusura del ciclo con la produzione di CSS combustibile”, programmata nella delibera regionale in premessa, evitando così del tutto la produzione e la combustione di CSS in impianti di incenerimento, compresi le centrali termoelettriche ed i cementifici, evitando in tal modo la pericolosa emissione nell'aria di diossine e metalli pesanti, sostanze inquinanti presenti anche nelle ceneri residuali della combustione e quindi poi difficili da smaltire. 2) La pianificazione regionale della Liguria e della Provincia di Savona, inoltre, appare in netto contrasto con la “gerarchia dei rifiuti” espressa dall'Art. 4 della Direttiva UE 2008/98/CE che stabilisce l'ordine di priorità in materia di prevenzione e gestione dei rifiuti; a) prevenzione: b) preparazione per il riutilizzo; c) riciclaggio; d) recupero di altro tipo, per esempio il recupero di energia; e e) smaltimento Come si può osservare la combustione e lo smaltimento in discarica, oggi principalmente pianificati in Liguria ed in Provincia di Savona, sono indicati dall'Unione Europea invece solo come ultime scelte residuali, dovendo sviluppare i primi punti quali la prevenzione dei rifiuti, il riutilizzo ed il riciclaggio. Il riciclo dei rifiuti poi, come indicato in premessa, dovrebbe raggiungere, secondo la Commissione UE, in tutti i Paesi della UE almeno il 70% nel 2020 e almeno l'80% nel 2030. Inoltre, in tale contesto regionale e della provincia di Savona, l' ampliamento della discarica del Boscaccio di Vado Ligure appare in netto contrasto con le raccomandazioni e le direttive della UE che definiscono lo smaltimento in discarica come ultima scelta nella gestione dei rifiuti e che auspicano la chiusura delle discariche stesse entro il 2030.

PROGETTO RIFIUTI ZERO ELABORATO DAL M.O.D.A.

Per la Provincia di Savona senza produzione di CSS e senza incenerimento di rifiuti, ipotizzando una quantità totale di RSU in Provincia di Savona di circa 200.000 tonnellate/anno: 1. Riduzione dei rifiuti alla fonte di produzione per 30.000 t/a (15%) 2. Una seria raccolta domiciliare "porta a porta" che permetta di recuperare quasi tutte le 60.000 tonnellate/anno di rifiuto organico (30% del totale) e avviarlo a uno o più impianti di compostaggio con compost da utilizzare come concime in agricoltura. 3. Il recupero delle altre frazioni solide (plastica, metalli, carta, vetro, legno) per un totale di 100.000 tonnellate/anno (50% del totale) con raccolta differenziata che potrebbe fruire dei finanziamenti "Obiettivo 2" della Comunità Europea. 4. Con queste premesse su 200.000 t/a si potrebbero recuperare almeno 190.000 t/a ed il residuo di 10.000 t/a (5%) potrebbe essere smaltito con sicurezza in discarica.

Savona, 8 Settembre 2017

Dott. Agostino Torcello (Medico pneumologo) Dr. Virginio Fadda (Biologo)

M.O.D.A. Savona

MODA Savona

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