Culturasabato 11 novembre 2017 20:02

Legge elettorale: come voteremo

La nuova legge elettorale è stata pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale: adesso scattano i 30 giorni per la determinazione dei collegi (di Franco Astengo)

Riassumiamo schematicamente i punti cardine della nuova legge elettorale che dovrebbe essere utilizzata per la prima volta (salvo interventi preventivi della Corte Costituzionale) nell’occasione delle prossime elezioni politiche.

Si tratta di un sistema misto proporzionale e maggioritario, in cui un terzo di deputati e senatori è eletto in collegi uninominali (un solo candidato per coalizione, il più votato è eletto) e i restanti due terzi sono eletti con un sistema proporzionale su lista.

In pratica:

Alla Camera i 630 seggi saranno assegnati così: 232 in collegi uninominali ( 6 riservati al Trentino – Alto Adige; 2 al Molise; 1 alla Valle d’Aosta); 386 in collegi plurinominali (al massimo 8 candidati per lista in ogni collegio); 12 nella circoscrizione estero.

Al Senato i 315 seggi saranno così assegnati; 109 in collegi uninominali ( 6 riservati al Trentino Alto Adige, 1 al Molise, 1 alla Valle d’Aosta), 200 in piccoli collegi uninominali, 6 nella circoscrizione estero.

Sono previste soglie di sbarramento:

La soglia di sbarramento nella quota proporzionale è fissata al 3% su base nazionale, sia al Senato sia alla Camera, con l’eccezione delle liste relative alle minoranze linguistiche per le quali la soglia è al 20% per la regione di riferimento. In aggiunta alla soglia del 3% è prevista anche una soglia minima del 10% per le coalizioni (all’interno delle quali però almeno una lista deve aver superato il 3%).

Il candidato di un partito escluso dal riparto dei seggi perché non ha raggiunto il 3% ma eletto nel maggioritario ovviamente manterrà il suo seggio.

Applicazione del proporzionale alla Camera e al Senato

Un’importante differenza, stabilita dalla Costituzione, tra Camera e Senato è che il Senato deve essere eletto su base regionale. La nuova legge elettorale prevede che la ripartizione dei seggi tra le liste alla Camera sia effettuata su base nazionale mentre il riparto al Senato sarà regionale: fermo restando che le soglie del 3% e del 10% saranno comunque calcolate su base nazionale.

Listini corti e bloccati

La legge prevede che i collegi plurinominali  (parte proporzionale) siano formati dall’accorpamento di più collegi uninominali (parte maggioritaria). Ogni collegio plurinominale non eleggerà comunque più di 8 deputati.

Nei singoli collegi plurinominali le liste sono bloccate. Secondo le indicazioni della consulta i collegi dovrebbero essere abbastanza piccoli per garantire la riconoscibilità dei candidati: tutti i nomi saranno scritti sulla scheda elettorale.

Coalizioni e alleanze

Un gruppo di liste coalizzate possono sostenere un solo candidato nella parte maggioritaria – uninominale e correre singolarmente nella parte plurinominale – proporzionale.

Ovviamente, considerato che l’articolo 67 della Costituzione non prevede il vincolo di mandato la coalizione potrà essere sciolta in qualsiasi momento dopo le elezioni

UNCA SCHEDA: NON C’E’ IL VOTO DISGIUNTO

Il voto sarà espresso su di una sola scheda e non sarà possibile il voto disgiunto, ovvero la possibilità di votare un candidato nel collegio uninominale e una lista a lui non collegata nella parte proporzionale.

L’elettore quindi dovrà scegliere un abbinamento candidato – partito nell’ambito della stessa coalizione.

PLURICANDIDATURE

E’ previsto che un candidato possa presentarsi in un collegio uninominale e in più collegi plurinominali, fino ad un massimo di cinque. In caso di elezione plurima non ci sarà però libertà di scelta dell’eletto.  Se l’elezione si verificherà nella quota uninominale quello sarà il seggio assegnato; se eletto in diversi collegi plurinominali l’elezione sarà valida nel collegio nel quale la sua lista ha ottenuto la migliore percentuale.

E’ previsto che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei candidati di un listino e che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare  il 60% dei capilista nei listini di un singolo partito.

La nuova legge elettorale introduce:

La figura del Capo Politico: al momento di presentare le liste i singoli partiti (ma non le coalizioni) devono indicare il proprio programma e il proprio “Capo”. Il testo precisa che ciò che è indipendente dai poteri del Presidente della Repubblica (articolo 92 della Costituzione) di nominare il Presidente del Consiglio.

La Trasparenza: sul sito del Viminale i partiti pubblicheranno non solo liste, nome del “Capo” e programma, ma anche lo Statuto e il titolare del simbolo.

Inoltre:

 

Viene dimezzato, rispetto al testo originario, il numero delle firme da raccogliere per tutti quei partiti o nuove formazioni che non hanno un proprio gruppo. Il numero di firme da raccogliere è adesso di circa 750 per ciascuno dei 65 collegi plurinominali.

Infine:

E’ previsto un meccanismo di recupero per i voti attribuiti ai partiti che, in coalizione nella parte uninominale – maggioritaria, non superano il 3% nella parte plurinominale – proporzionale.

In quel caso le liste comprese tra l’1% e il 3% trasferiranno i loro voti ai partiti della stessa coalizione che avranno superato la soglia, in misura proporzionale rispetto ai voti da queste raccolti.

Franco Astengo

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