Contromano30 novembre 2017 12:42

Piaggio a tocchi

Crisi complessa, il sindacato contro il governo sullo spezzatino Piaggio: gli impegni presi vanno mantenuti, non si gioca con la pelle di 1200 persone inondando di chiacchiere e di presenze inopportune per poi svanire nel nulla

Piaggio a tocchi

Mentre Renzi in Valbormida rimoderna candidamente il più celebre “che ci vuol fare signora mia, la vita va come vuole”, liquidando il caso Piaggio con uno sbrigativo“non è andata come abbiamo sperato, ma in politica non sempre si ottiene quel che si vuole”, Antonio Caminito, CGIL, non sembra intenzionato a far sconti alla gestione governativa della crisi Piaggio.

Di seguito il suo comunicato.

“Dall'estate 2014 a oggi le inadempienze dell'azienda nell'applicare l'accordo sono state molte e sempre denunciate dal sindacato al governo. A Roma le hanno riconosciute come tali nell'ultimo incontro avvenuto a Palazzo Chigi il 9 agosto 2016 alla presenza del ministro Carlo Calenda. Le linee portate avanti dalla direzione aziendale violavano gli accordi. Non erano né condivise, né tantomeno conosciute.

Calenda si era impegnato a discuterne con la proprietà e a riconvocare le parti non più tardi dell'ottobre 2016. E' passato un anno. Il sindacato ha inviato tre richieste d'incontro urgenti, di cui due direttamente ed una attraverso le prefetture di Genova e Savona. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Naturalmente l'azienda va avanti e prova a fare lo spezzatino, mettendo in vendita i

motori ed il service, e provando ad eliminare i cassintegrati. Gli impegni presi, vanno mantenuti sempre. I lavoratori non avrebbero dato il proprio assenso all'accordo in uno scenario privo

di garanzie: non si gioca con la pelle di 1200 persone inondando di chiacchiere e di presenze inopportune, svanendo poi nel nulla.

L'azienda vive alla giornata, non ha un piano industriale e continua a nascondere i bilanci degli ultimi anni, per la ragione semplice che si ritrova per l'ennesima volta a rinegoziare i debiti con

banche e con importanti fornitori. A Calenda avevamo chiesto un percorso trasparente nella gestione di questa vicenda per evitare i buchi neri del passato. Crediamo che il silenzio del governo venga letto dall'azienda come assenso al percorso che distruggerà la Piaggio definitivamente. Se va avanti lo spezzatino e il disimpegno sugli accordi riterremo il governo responsabile della fine di una azienda che, tra l'altro, è tutelata dalla legge perché sviluppa prodotti strategici”.


Ninin

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