Contromanogiovedì 07 dicembre 2017 10:26

Carige: le inaccettabili somme dei crediti deteriorati

Notizie di questo genere non possono passare così come se si trattasse di normali transazioni finanziarie. Le cifre sono enormi, inaccettabili, tanto più che si tratta di crediti del cui deterioramento si ignorano cause e destinazione

 

Questa la notizia: Come previsto e preannunciato, e nei tempi prestabiliti, Banca Carige ha sottoscritto un accordo vincolante per la cessione a Credito Fondiario di un portafoglio di crediti in sofferenza – non productive loans – con un valore nominale lordo di circa 1,2 miliardi di euro.Il corrispettivo della transazione è di 265,7 milioni, corrispondenti a un prezzo di cessione di circa il 22,1% del valore nominale lordo, migliorativo rispetto a quello previsto nel piano industriale 2017-2020 approvato lo scorso 13 settembre. La cessione porterà a circa 2,2 miliardi di euro il totale delle cessioni di crediti in sofferenza realizzate da Banca Carige nel secondo semestre dell’anno. Il programma di de-risking incluso nel piano industriale prevede di raggiungere un totale stock di credito deteriorato di 3,1 miliardi entro il 2020. Il perfezionamento della transazione è previsto entro fine 2017.

Considerazioni:

Notizie di questo genere non possono passare così come se si trattasse di normali transazioni finanziarie. Le cifre sono enormi, inaccettabili, tanto più che si tratta di crediti del cui deterioramento si ignorano cause e destinazione. Non si conosce chi li ha deteriorati, dove, come e perché. Siamo nell’opacità assoluta di un disastro di proporzioni enormi, quasi incredibili. L’operazione annunciata prevede 1 miliardo di euro di passivo non recuperabile e 200 milioni di euro che non si sa dove il Credito Fondiario infilerà. Nello stesso tempo si annuncia, in tutta tranquillità, che il credito deteriorato alla fine ammonterà a 3.1 miliardi di euro. Il tutto nell’indifferenza generale (ricordiamo che per quel che riguarda Etruria si è calcolato che il 91% dei crediti elargiti erano privi di qualsiasi garanzia e ragione e che la banca aveva emesso bond sul debito senza alcuna autorizzazione – vedasi articolo di Fabio Tonacci su Repubblica del 18 dicembre 2015 http://www.repubblica.it/economia/2015/12/18/news/_fidejussioni_fantasma_in_nove_casi_su_dieci_punite_il_cda_di_etruria_-129717240/ ).

In CARIGE che cosa è successo da questo punto di vista (sia chiaro che il processo Berneschi non ha chiarito nulla su questo punto)?

E la Banca d’Italia?

E la BCE tenuta bene al riparo?

Sull’intreccio tra politica e finanza (perché questo è il nodo) ci è capitato di scrivere di “corrompimento sistemico”. Forse abbiamo usato termini all’acqua di rose.

Franco Astengo

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