Newsgiovedì 11 gennaio 2018 16:10

Giornalisti a un euro e mezzo

Legare i già miseri compensi al moltiplicatore virale del numero di visite rischia di contribuire alla deriva delle notizie gonfiate e/o artefatte quando non del tutto inventate (fake news) come dimostrano numerose inchieste della Polizia postale

Stop a compensi irrisori, all'idea  di un "giornalismo" pagato 1,50 euro a pezzo e con retribuzione  a scalare collegata al numero di clic.

E' con questa volontà che  il presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia,  Alessandro Galimberti, ha convocato il direttore del giornale  onlineMilanofree.it per chiedere ragione della campagna di  reclutamento via web lanciata dalla testata, regolarmente  registrata al Tribunale di Milano e diretta da un giovane  pubblicista.   

Secondo Galimberti - spiega una nota dell'Ordine lombardo - la politica retributiva dell'editore - una piccola startup  familiare - che varia da 1,50 euro per articoli di cronaca  cittadina letti da 500 utenti e fino a un massimo di 6 euro per  pezzi visitati da 5 a 10 mila lettori, è inaccettabile in quanto  lede profondamente la dignità professionale. Non solo, legare i  già miseri compensi al moltiplicatore virale del numero di  visite a giudizio del presidente dell'OgL rischia di contribuire  alla deriva delle notizie gonfiate e/o artefatte quando non del  tutto inventate (fake news) come dimostrano numerose inchieste  della polizia postale.  

Il direttore di Milanofree.it nel corso del colloquio con il presidente dell'Ordine lombardo ha dichiarato che la campagna di reclutamento contestata è la replica di un'iniziativa di 10 anni fa, all'epoca passata inosservata, con la sola finalità di far emergere potenziali candidati alla collaborazione, e ha poi esibito le ricevute di pagamento dei collaboratori pubblicisti della testata, con compensi medi di 15 euro a pezzo.   

Il direttore di Milanofree.it si è comunque impegnato a rimuovere dal web la proposta contestata dall'OgL e a ricorrere a un sistema di selezione di candidati più tradizionale, basato sulla valutazione dei contributi e su pagamenti più vicini a standard retributivi accettabili.

Ansa

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