Contromanovenerdì 09 febbraio 2018 09:22

Gli sprechi infiniti

Il Mose, che tra i costruttori annovera anche la Grandi Lavori Fincosit, impegnata in quel di Vado Ligure a tirar su l'ecomostro Maersk, continua inesorabile a succhiare soldi pubblici. In un Paese dove i genitori dei ragazzi disabili si sentono dire di tenere i figli a casa perché a metà anno i soldi per gli insegnanti di sostegno son già finiti, dove i servizi vengono regalati ai privati, a partire dalla sanità, sembra che i soldi si trovino solo per opere pubbliche tanto costose quanto inutili (ed eternamente difettose)

Il dossier dei commissari staordinari del Consorzio Venezia Nuova inviato al Ministero delle Infrastrutture, scrivono i quotidiani, rileva una criticità dietro l'altra, e ora servono altri 94 milioni di euro pubblici per riparare i danni di un'opera che ancora neppure funziona.

Nel dossier si parla di buchi nei tubi sott'acqua, di corrosione e ossidazione delle cerniere, del cedimento dei cassoni sul fondale delle bocche di porto.

La diga foranea, costata 43 milioni, già crollata nel 2013 a seguito di una mareggiata, rischierebbe di crollare ancora, e il jack up (uno speciale mezzo navale che dovrebbe servire per l’installazione delle paratoie e per la loro sostituzione, costato la bellezza di 52 milioni di euro) ancora non funziona.

Quindi giù altre milionate, in attesa delle altre che verranno chieste per manutenzione e sostituzioni varie quando la baracca, forse, un giorno funzionerà.

E come andrà a Vado?


Ninin

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