Mezza politicavenerdì 09 febbraio 2018 09:45

Savona, dove il bello scompare e resta solo il cemento

I moniti del Consiglio Nazionale degli Architetti sembrano scritti apposta per Savona: mentre altrove in Europa e nel mondo si cerca di render le città più sane, aperte e vivibili, le nostre rimangono indietro, e non vanno oltre al tentativo di acchiappare qualche finanziamento estemporaneo, che non porterà nessun miglioramento per chi le abita

Nel corso del Convegno di Genova “Le Città del futuro: Liguria un laboratorio di idee” i professionisti non le hanno mandate a dire, ai nostri politici: “In Italia manca una visione strategica sulle città, mentre permane la logica dei finanziamenti estemporanei, come quelli sulle periferie, erogati a pioggia ai Comuni senza prevedere investimenti che generino plusvalore e, soprattutto, senza una strategia che metta al centro le persone.

Ripensare le città in una prospettiva di lungo periodo significa, infatti, migliorare l’habitat, cambiare sistema di trasporti, creare ambienti dove si vive bene, contenere il consumo di suolo e quello energetico.

Significa avere città compatte, sane vivibili.

Ma qualsiasi riferimento alle politiche urbane sembra, purtroppo, essere assente dai programmi della politica e dalla campagna elettorale segnando così, ancora una volta, una grave distanza tra le nostre città e quelle dei più avanzati Paesi europei e del mondo, dove sono in atto importanti trasformazioni che riguardano la vita quotidiana delle comunità ed un significativo rinnovamento culturale, economico, sociale ed ambientale”.

Un consiglio per Savona: non ascoltare sempre i soliti architetti.

Ninin

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