Ambientedomenica 11 febbraio 2018 11:20

Prima della prossima "bomba d'acqua"

Mercoledì 14 febbraio alle 18 alla Ubik il quinto incontro mensile con Italia Nostra sui temi di attualità che riguardano la tutela ambientale della nostra città. Stavolta si parla dei corsi d’acqua di Savona, relatore l'ingegner Mauro Dell'Amico

La città è cresciuta, si è allargata ed ha occupato tutti gli spazi disponibili. E i corsi d’acqua?

Peggio per loro -ovvero peggio per noi- come in quasi tutta l’Italia.

Ma poi viene il giorno in cui si riprendono i loro spazi, e gli amministratori dicono: “bomba d’acqua come mai nel passato: chiediamo allo Stato di stanziare i fondi per coprire i danni”.

Ma i danni è meglio prevenirli.

Come è messa Savona? In generale il rischio deriva dallo sbarramento costituito da ferrovia e Aurelia e gli interventi sono stati fatti a monte senza risolvere il cuore del pericolo. 

In particolare il Molinero ha già fatto i suoi danni, il San Cristoforo deve passare in una strettoia insensata, il fosso Sant’Antonio è un cunicolo semi ostruito. Nei piani di bacino sono indicati molti punti con il massimo del Rischio “R4”.

Intanto si continua a impermeabilizzare tutte le superfici, per non sporcarsi le scarpe quando si cammina.

Rio Pizzuta è una minaccia per Riborgo e Rio Loriano preoccupa il Santuario.

Ogni tanto si fa la scena di tagliare delle canne per far vedere che si fa qualcosa.

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