Newsmercoledì 14 febbraio 2018 09:05

I progettisti della piattaforma Maersk chiamati a restituire i soldi della progettazione del Mose di Venezia

I commissari straordinari del Consorzio Venezia Nuova hanno inviato, in questi giorni, due atti di «diffida e messa in mora» per gli errori riscontrati nel progetto. Tra gli altri, la richiesta ha raggiunto gli uffici Technital: gli stessi progettisti della piattaforma Maersk di Vado Ligure

Senza neppure aspettare inchieste delle magistratura, il Consorzio invia la diffida alle sue imprese e chiede la restituzione del denaro pubblico versato, circa 35 milioni di euro.

Quel che emerge dalla perizia commissionata dal Provveditorato e dal Consorzio non è lusinghiero per le aziende che hanno vinto il ricco appalto: «le cause predisponenti dei danni subiti possono essere individuate in diverse criticità dei criteri metodologici adottati in fase di progettazione delle opere. Che non prevedevano le sollecitazioni verticali dovute al moto ondoso»: perciò era bastata una mareggiata per far uscire la porta dai suoi alloggiamenti sott’acqua e danneggiarla gravemente.

Le diffide sono arrivate in questi giorni, tra gli altri, al progettista del Mose, l’ingegnere della Technital Alberto Scotti.

Technital è un nome che ci ricorda qualcosa: la progettazione dell'ecomostro Maersk, infatti, è stata affidata proprio alla Technital di cui ricorderete il pregevole intervento durante l'inchiesta pubblica che si è svolta la scorsa estate.

Per chi volesse risentirlo, una pastiglia di antiacido e poi il video a questo link: http://www.ninin.liguria.it/2016/07/07/leggi-notizia/argomenti/ambiente/articolo/inchiesta-maersk-parole-parole-e-dimprovviso-il-niente.html

Ninin

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