Sommariolunedì 05 marzo 2018 14:40

Il voto a Savona

Una prima analisi del voto per quel che ha riguardato il Comune di Savona in questa tornata elettorale del 4 marzo 2018. Il primo dato che appare interessante far rilevare è quello di una crescita nelle espressioni di voto fatta registrare tra le elezioni comunali svoltesi nel 2016 e le elezioni politiche del 2018

Il voto a Savona

Siamo lontani comunque dalla cifra di 37.109 voti validi ( su 48.778 elettrici ed elettori iscritti nelle liste) fatta registrare nell’occasione delle elezioni politiche del febbraio 2013.

Una quota scesa nell’occasione delle elezioni comunali del 5 giugno 2016 a 30.204 (quasi 7.000 espressioni di voto valido in meno, con 50.789 iscritti nelle liste) a dimostrazione, abbastanza paradossalmente, di un disinteresse dei savonesi per il voto riguardante il loro comune.

Questa quota è risalita, in occasione di queste elezioni politiche a 33.563 (su 47.231 elettrici ed elettori iscritti nelle liste).

Sicuramente un incremento significativo, ma è rimasto rispetto al 2013 un dato di caduta nell’espressione di voto che è necessario rimarcare.

Il Movimento 5 stelle si è affermato come il primo partito cittadino con 9.908 voti (la candidata nel collegio uninominale Leda Volpi ne ha ottenuto 10.448). In occasione delle elezioni comunali 2016 il Movimento aveva ottenuto 7.013 suffragi (siamo quindi a quasi 3.000 voti d’aumento tra il 2016 e il 2018: quasi per intero, quindi, la crescita nel totale dei voti validi sembra essere stata appannaggio dei 5 stelle). Il Movimento 5 stelle si era già piazzato in prima posizione nell’occasione delle elezioni 2013, con 12.519 voti.

Il Partito Democratico ha ottenuto 7.020 voti (il suo candidato nel collegio uninominale, Gianluigi Granero ne ha avuto 8.944 frutto della somma dell’intera coalizione che comprendeva la lista di più Europa,quella di Insieme, e quella Civica Popolare). In occasione delle elezioni comunali 2016 il PD ottenne 6.352 voti cui debbono essere sommati direttamente anche quelli della lista di sostegno alla candidata sindaco Battaglia (1603). La candidatura ottenne nel complesso 9.636 voti grazie all’appoggio di altre liste compresa quella dell’Unione di Centro. In sostanza la candidatura Granero, per quel che  riguarda il Comune di Savona, è arretrata, rispetto a quella presentata alle Comunali 2016 di circa 700 voti. Risulta lontana per il PD la cifra di 11.419 voti ottenuta nell’occasione delle elezioni politiche del 2013. In cinque anni il PD è arretrato a Savona di circa 2.500 voti.

La coalizione di centro destra presentava candidata Sara Foscolo, risultata eletta. La coalizione ha ottenuto 10.853 voti, 2.800 inn più di quelli che erano stati sufficienti ad eleggere il Sindaco Ilaria Caprioglio nel 2016. Un incremento dovuto in massima parte ad un vero e proprio balzo in avanti della Lega salita da3.421 voti nel 2016 a 5.708 nel 2018. Non ci sono, rispetto al 2016, raffronti possibili con Forza Italia e Fratelli d’Italia in quanto la coalizione di centro destra alle comunali 2016 presentò, oltre alla Lega, due liste civiche d’appoggio. La crescita della Lega a livelli davvero esponenziali è testimoniata anche dal passaggio di voti avvenuto tra le elezioni politiche del 2013 e quelle del 2018: nel 2013 i leghisti ottennero soltanto 745 voti (in cinque anni un incremento di quasi 5.000 suffragi). Buona crescita anche per Fratelli d’Italia tra il 2013 e il 2018, da 467 voti a 995. Nel 2013 Forza Italia (oggi attestata su 3.562 voti) faceva parte del Popolo delle Libertà che ottenne 5.326 voti: si tratterebbe di un calo di oltre 2.000 voti, ma si tratta di un dato “spurio”.

Tra il 2013 e il 2018 da registrare, infine, una netta flessione a sinistra. Alle politiche del febbraio 2013 SeL (poi trasformatasi in Sinistra Italiana) ebbe 1.222 voti mentre la lista Rivoluzione Civile (che comprendeva Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani ottenne 1.016 voti. In occasione delle comunali 2016 la lista di “Rete a Sinistra” che comprendeva queste formazioni (salvo il distacco di una lista denominata “Savona arancione” in appoggio alla candidatura del PD con 716 voti) ottenne 1.441 voti, in flessione quindi di 800 voti circa. Alle elezioni politiche 2018 si sono presentate, su questo versante, due liste: Liberi e Uguali (comprendente Sinistra Italiana e MDP) con 1.592 voti ( 1.701 nell’uninominale alla candidata Marina Tedeschi) e Potere al Popolo con 545 voti ( 589 al candidato Maramotti). La somma delle due liste (al momento, beninteso, politicamente improponibile) toccherebbe i 2.137 voti: all’incirca quelli realizzati nel 2013 con la somma (anche all’epoca politicamente non realizzabile) tra Rivoluzione Civile e SeL.

In conclusione si può affermare che i savonesi, nonostante i disagi delle impreviste code causa “bollino” hanno mostrato maggior interesse alle elezioni politiche rispetto a quelle comunali; tra il 2013 e il 2018 fa impressione la crescita della Lega; il movimento 5 stelle torna ad essere il primo partito in città; la coalizione di centro destra però conferma l’egemonia espressa in occasione delle elezioni comunali; il PD appare in arretramento e la sinistra, nelle sue componenti diversificate, stabile avendo ormai perso il grande patrimonio di voti che a Savona era stato realizzato dal PCI forza di sicura maggioranza e di governo nella nostra Città per decenni. Una forza di governo poi ereditata da PdS/Ds e Rifondazione che governando il Comune tra la fine degli anni’90 e il primo quindicennio del 2000  hanno fatto passare la logica speculativa in campo edilizio in luogo dell’industria, aprendo la via di un declino apparentemente irreversibile. Si spiega così anche il calo elettorale.

Franco Astengo

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