Sommariovenerdì 09 marzo 2018 09:01

U Partiu

Una volta , tanto tempo fa, c'era U Partiu ed era bellissimo. Tu non avevi bisogno di fare alcun sforzo intellettuale se non capivi. Non avevi alcun bisogno di studiare e di comprendere se non ne avevi voglia. Certo, se eri in quella condizione lì, quella di non aver voglia di studiare e prepararti non potevi aspirare a decidere per altri né potevi immaginare di assumere incarichi di responsabilità. Insomma decidevi tu di non crescere perché invece U Partiu avrebbe fatto qualsiasi cosa per “insegnarti”

U Partiu non si spaventava della tua rabbia, delle cazzate che dicevi perchè eri disperato. Le capiva. Le decodificava. Le faceva diventare proposta. Quel Tuo dolore era la stella polare che U Partiu seguiva per incamminarsi.

U Partiu garantiva di tutelare i tuoi interessi e di battersi per migliorare la tua condizione e quelli di altri come Te. E la cosa incredibile è che era vero! Sul serio, senza trucchi. La tua fiducia poteva essere totale e tu potevi delegare a U Partiu ogni tua riflessione politica perché comunque U Partiu tanto non ti avrebbe mai tradito.

Perché U partiu tutelava i disperati, gli sciagurati, quelli che erano buoni solo a spaccarsi la schiena per 12 ore di lavoro al giorno, i cafoni del Sud come i manovali del Nord. Categorie di capre, ignoranti come bestie e come bestie schiacciate ogni giorno, pure razzisti erano: quelli del Nord odiavano quelli del Sud. U Partiu non si spaventava del razzismo. Lo combatteva con determinazione, non con le lezioncine, riconoscendo i problemi quando c'erano e cercando di fare stare tutti bene .

U Partiu voleva rappresentare quelli lì, quelli del Sud e quelli del Nord; voleva che stessero meglio, voleva che lavorassero tutti e non fossero sfruttati. Se non c'era lavoro pretendeva che venissero aiutati e che i loro figli crescessero sani e potessero studiare. Nel Partiu c'erano anche quelli che non stavano male di loro. Quelli che avevano studiato e magari ricchi o figli di ricchi. Ci stavano per vocazione non per interesse. Perché lì non si tutelava il grande imprenditore, il grande banchiere , quelli ricchi come Creso che volevano diventare ancora più ricchi perché erano liberali e con la storia della libertà dell'individuo- allora come oggi, al dunque- ne volevano sempre di più per loro e sempre meno per gli altri.

E nel Partiu c'era un luogo mitico, nel quale entravano solo uomini e donne eccezionali. Si chiamava Comitato Centrale. Quelli che ne facevano parte erano davvero solo i migliori , sopravvissuti ad ogni vicissitudine, persone che avevano visto la morte in faccia per le loro scelte politiche, che avevano rinunciato agli affetti, alle carriere, all'amore. Avevano alcune caratteristiche particolari: erano sobri, anche se qualcuno era ricco non ostentava mai la sua ricchezza. Soprattutto erano personalmente onesti. Mai e poi mai avrebbero preso qualcosa che fosse di altri e spesso non prendevano neppure quello che era loro .

Nel Comitato centrale vigeva una regola. Si chiamava Centralismo democratico. Alla fine si prendeva una decisione e tutti si dovevano attenere a quella decisione. Non funzionava che una maggioranza si imponesse su una minoranza se non rarissime volte e in quei casi, sempre con grande dolore . 
No. Quello della maggioranza che decide e la minoranza si adegua non c'entra nulla con il Centralismo democratico. Quello vale forse per le assemblee di condominio.
Con il Centralismo democratico stavano ore e giorni a discutere fino a quando non trovavano una mediazione . Tu, da fuori, non sapevi assolutamente niente di quel che si dicevano però , alla fine, potevi essere certo che quello che avevano deciso era il meglio per Te, perchè avevano sezionato ogni pezzettino del problema.

Quelli fuori de U Partiu ti guardavano e vedevano i difetti. Quello di considerarsi migliori degli altri e gli altri tutti ladri e incompetenti . Quello di inseguire una utopia che si era trasformata in dramma laddove dicevano di averla realizzata. Fuori di noi c'erano anche altri che perseguivano gli stessi obbiettivi.

U Partiu lo sapeva. Sapeva che quelli erano difetti. Sapeva che era meglio non realizzarla quella utopia. Sapeva benissimo che con quei gruppi industriali, con quelle banche, con quei poteri era necessario fare dei compromessi . Sapeva che la pecore per tosarle e dividere la lana in modo equo per tutti, dovevano mangiare e se necessario ingrassare. Ma U Partiu, nemmeno per un momento, sarebbe stato con i padroni delle pecore e non con quelli che volevano la lana. Chi ha le pecore è sempre straordinariamente più forte di chi vuole la lana. Anche al giorno d'oggi , quando i Padroni delle pecore non sono più 100, pronti a scannarsi tra loro ma due o tre pronti a mettersi d'accordo tra di loro.

U Partiu è finito l'11 Giugno del 1984 con la morte di un Uomo buono e giusto. Per me è finito quel giorno lì.

Quello che c'è stato dopo non sempre è stato peggio. Molte volte è stato esaltante e positivo e certo il mondo du Partiu era finito e bisognava fare altro. Io ne ero e ne sono convintissimo. Forse però qualcosa bisognava portarsi dietro e non perderlo via via per strada: l'onestà e la sobrietà come valore assoluto. Sapere chi va difeso per primo. Comunicare con nettezza da che parte si sta. Non stare sullo sgabello di chi mangia seduto a tavola.

Oggi vediamo il punto più basso ma è da tempo- ben prima della inconsistenza di chi oggi ha preso il comando – che ci siamo persi per strada. Nonostante la sincera fatica di qualcuno di noi. 
Ma non è colpa solo di quelli che sono stati e sono a dirigere. 
Quelli che hanno perso per strada i loro valori di fondo, siamo tutti noi – la base – che ora reagisce istericamente perchè altri hanno usurpato quello che pensavamo fosse nostro. La colpa è lì : di quelli – alla base – che pensano che in fondo esiste ancora U Partiu.

No, non esiste più . Vi piaccia oppure no , oggi sono altri – che sono lana e non seta – a occuparsi dei nuovi sciagurati e non mi domando più come sia stato possibile, perchè l'ho capito da tempo.
Sopportate ancora una volta la mia arroganza: se non l'avete ancora capito è solo un problema vostro.

Tutto quello che vediamo, con quei valori de U Partiu, quelli che devono restare e restano perchè rispondono ad un bisogno inesauribile di giustizia sociale , non c'entrano nulla con l'oggi e neppure con ieri . Son tutti buoni a stare con chi vince, con chi resta comunque a galla. Il coraggio ce l'hai solo quando stai con i perdenti di questo Paese .

Nulla in contrario se qualcuno pensa che siamo partiti credendo nel Socialismo e dobbiamo morire liberali ( magari morissimo democristiani :) ) . Se ne siete convinti fate bene . In Italia un Partito liberale forte, spostato a sinistra, non c'è mai stato . Solo non è il mio posto, nonostante gli affetti veri che mi legano a Voi e la tanta strada fatta assieme.

Fatemi solo una cortesia: non provate a spiegarmi “che lo dice il Partito” , “che bisogna stare con il Partito “, “che chissà Tuo Padre” , che “io sono uno semplice che sta sempre con il Partito “ . 
Perchè oggi l'adesione acritica e partigiana serve solo a coprire delle nefandezze. Meglio essere sinceri tra di noi e – se permettete- anche con Voi stessi.

Livio Di Tullio

Ti potrebbero interessare anche: