Ambientelunedì 09 aprile 2018 15:44

Piattaforma Maersk: l'esempio del Tenda

Rescisso il contratto per il raddoppio del Col di Tenda. “Catastrofe sotto il profilo ambientale ed ecologico”. Coinvolta GLF Fincosit, la stessa impresa della piattaforma

foto: Luigi Bertogli

“Due interi depositi di anidriti che sarebbero dovuti essere rimossi il medesimo giorno della loro estrazione, provenienti dallo scavo del tunnel, sono depositati alla sommità di due valloni e sversano nel fiume. Le conseguenze a livello ittico ed ecologico possono rivelarsi molto gravi. La sospensione dei lavori dallo scorso mese di luglio 2017 ha lasciato il cantiere in uno stato di rovina, una vera catastrofe sotto il profilo ambientale ed ecologico. La mia responsabilità di Sindaco mi porterà verosimilmente a depositare una denuncia nei confronti dell’ANAS e dell’impresa incaricata perché la popolazione di Tenda non può consentire che il versante francese del Colle di Tenda sia degradato a tal punto per una durata che a oggi sembra indeterminata”.

Questa la denuncia del Sindaco di Tenda, Jean Pierre Vassallo, in una lettera al Prefetto delle Alpi Marittime.

Anas risponde rescindendo, come era nell'aria da un po' di tempo, il contratto con l'impresa appaltatrice, per “gravi inadempienze”.

Sempre l’Anas fa sapere di aver “ripetutamente imposto” all'azienda l’allontanamento del materiale smarino dal cantiere.

E ai savonesi tutto questo cosa importa, direte voi?

Sarebbe meglio che c'importasse, perché l'impresa in questione altri non è che la Grandi Lavori Fincosit.

La stessa che, dopo il Mose di Venezia, è all'opera in quel di Vado nella costruzione dell'ecomostro Maersk.

E l'idea che sia responsabile di quella che un Sindaco chiama “catastrofe ambientale ed ecologica” non può non spaventare.

Da mesi e mesi chiediamo delucidazioni su cosa esattamente viene sversato in mare dopo la “variante in corso d'opera” che ha cambiato il progetto primitivo della piattaforma, che doveva poggiare su pali e cassoni.

Da tempo Vivere Vado chiede conto della “spiaggia dimenticata” dai documenti ufficiali, dove i vadesi fanno il bagno d'estate a cento metri dai dragaggi.

Un esposto è stato depositato in Procura, l'ANAC ha aperto un'inchiesta, ma per ora non s'alza un sussurro.

Sarà proprio questo nuovo guaio del Col di Tenda a smuovere un po' le torbide acque del cantiere vadese?

 

Leggi anche http://www.montecarlonews.it/2018/04/07/notizie/argomenti/altre-notizie-1/articolo/dipartimentale-della-roya-chiediamo-la-restituzione-della-strada-dura-lettera-al-prefetto-de.html 

http://www.targatocn.it/2018/04/08/leggi-notizia/argomenti/attualita/articolo/tenda-bis-gravi-inadempienze-anas-scioglie-il-contratto-con-la-fincosit.html 

G.S. La Nuova Savona

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