Mezza politicamercoledì 11 aprile 2018 09:43

Nel niente inquinato

Turismo e speculazione edilizia son due cose diverse, ma le amministrazioni che si succedono alla guida di Savona stentano a capirlo. Oggi i giornali aprono con l'ecatombe dei musei cittadini: visitatori in crollo più che in calo, costo dei biglietti aumentato, numero di giorni di apertura diminuito. La Savona “da mettere a scaffale”, tanto cara alla campagna elettorale dell'attuale Sindaco, mostra la corda, e sugli scaffali c'è rimasta solo l'aria mefitica che la città è costretta a respirare

Nel niente inquinato

Dice bene Maurizio Pellissone sul Secolo di oggi: “Savona ormai da anni continua a balbettare quando si tratta di intraprendere la strada di una seria politica turistica. L’ultima vera industria rimasta in dote alla città e lasciata quasi sempre ai margini delle scelte di bilancio dalle varie amministrazioni che hanno occupato Palazzo Sisto. Paradossalmente si è assistito finora a un tentativo di sviluppo turistico in chiave urbanistica - concentrato soprattutto sul porto e la Darsena - che ha fruttato molto in termini di oneri di urbanizzazione cui non è corrisposto uno sviluppo adeguato in termini di cultura […] le iniziative sono apparse solo sporadici spot, slegate tra loro, senza un disegno, un progetto di marketing”.

Da decenni la Liguria si chiede, mostrando scarsa propensione all'analisi, perché il turismo decolli altrove, in regioni che non hanno un decimo della bellezza delle nostre coste e del nostro entroterra, mentre qui si fatica a campare.

La torta di riso che è sempre finita e il proverbiale mugugno ligure non bastano a spiegare le difficoltà: mettiamoci anche la cementificazione selvaggia, una rete ferroviaria pressoché inesistente, strade insufficienti e cariche di TIR e di code, dalla manutenzione sempre più carente.

Ambiente insalubre e colate di cemento sono le peggiori carte da giocare, se si vuole fare turismo di qualità.

Così continuiamo ad accontentarci dei quattro spiccioli lasciati in caffé e souvenir dai crocieristi che trascinano i loro trolley a piedi maledicendo TPL che ha eliminato la navetta che dalla stazione portava al Palacrociere, e in cambio abbiamo solo le dosi massicce di zolfo, ossidi di azoto e inquinanti vari che navi e traghetti sbuffano tutto il giorno.

Ieri alla Ubik Italia Nostra e Savona Porto Elettrico hanno illustrato per l'ennesima volta i pericoli dell'inquinamento navale, e le possibili, praticabilissime soluzioni.

Ma finché le campagne elettorali saran fatte solo di sparate, dimenticate nel momento stesso dell'insediamento delle giunte, Savona non andrà proprio da nessuna parte.

La sua popolazione continuerà solo a invecchiare o, come sempre più spesso sta capitando, ad ammalarsi giovane.

GS La Nuova Savona

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