Contromano19 luglio 2018 12:48

Vado: ancora cemento

30mila metri cubi di nuove case. Vado Ligure ne sentiva sicuramente la mancanza. Quella stessa Vado Ligure dove i condòmini del Gheia si son trovati a dover vendere i propri appartamenti per far posto al cantierone dell'ecomostro Maersk e se li son visti valutati al prezzo di due box auto, ora sarà teatro di un altro illuminato progetto: due torri di 40 metri, 12 piani, lungo via Ferraris

Vado: ancora cemento

Va bene che c'è la crisi complessa, quindi tra non molto Vado ferverà di lavoro e s'illuminerà d'immenso per l'economia rinata (o almeno ce lo auguriamo), ma ci chiediamo chi è che vorrà andare a vivere di fronte agli sbuffi della centrale a gas con vista piattaforma Maersk, mentre tutti quelli che conosciamo che possiedono una casa a Vado stan cercando di venderla, peraltro senza successo.

Eppure nel piano del gruppo AZ sulle aree ex Ferrero son compresi nientemeno che un centinaio di alloggi: “un'occasione di riqualificazione urbana”, dicono loro.

Con l'inevitabile nuovo centro commerciale attaccato, ca va sans dire.

Che anche di quello a Vado si sente la mancanza, infatti il Molo scoppia di gente a tutte le ore che non si sa più dove metterla.

E noi pessimisti che pensavamo che altre cento case non porterebbero che a una ulteriore svalutazione dell'esistente: invece no.

Addirittura, scrivono, è un progetto “di pubblica utilità”. Tiè.

È un tipico vizio della provincia savonese: costruir case su case, possibilmente di lusso, che rimarranno semivuote, e dire che si tratta di progetti di riqualificazione e di pubblica utilità.

Ai malpensanti che sospettano che l'utilità sia solo privata resta solo una corsa in farmacia per far scorte di antiacido.

lanuovasavona.it

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