Contromanodomenica 05 agosto 2018 18:41

Assessore Giampedrone: e Rolando Fazzari?

Qualcuno si ricorda di Rolando Fazzari? L'imprenditore che si è ribellato alla 'ndrangheta, e che da due anni ormai è senza lavoro, dopo che una frana successiva all'alluvione del 2016 ha reso inservibile la strada per raggiungere la sua azienda?

Assessore Giampedrone: e Rolando Fazzari?

Noi sì, ci ricordiamo sempre di quest'uomo coraggioso che le Istituzioni hanno lasciato solo, nonostante gli incontri in Regione con tanto di telecamere, nonostante un partecipato evento nella Sala Rossa del Comune di Savona, nonostante la gran solidarietà che gli è stata dimostrata con parole alle quali non ha fatto seguito nessun fatto.

La sua vicenda ci torna in mente più spesso in questi giorni, visto che l'altroieri l'assessore regionale alle Infrastrutture e Protezione Civile Giampedrone ha inaugurato in pompa magna, con Vaccarezza al seguito, il nuovo ponte sul Bormida nel comune di Bardineto, interamente finanziato dalla Regione, che sostituisce quello crollato proprio nell'alluvione del 2016.

Giampedrone ha dichiarato, in quest'occasione, di aver visitato nella giornata altri cantieri, “in queste valli che sono state duramente colpite dagli eventi calamitosi”. E ha chiosato: “ Ci tengo a sottolineare l’efficacia nei tempi per aver restituito a questo territorio la normale funzionalità della vita”. Naturalmente ne siamo contenti anche noi.

Ma ci punge sempre quel pensiero di Fazzari e della sua Ligurblock ormai irraggiungibile, con macchinari e mezzi lasciati a marcire in cima alla collina. Soprattutto visto che uno degli interventi regionali riguarda proprio il Rio Lavagin: 300mila euro stanziati per mettere in sicurezza la viabilità tra Bardineto e Borghetto Santo Spirito, dove un tratto di strada era crollato a seguito della stessa alluvione del 2016.

Stessa alluvione, stesso fiume: ma la strada che conduce alla Ligurblock ha la sventura di essere una strada vicinale pubblica. Quindi non pare interessata da tutte queste belle attività di rimessa in sicurezza.

Ci chiediamo solo, al di là della pur inevitabile burocrazia, se davvero tutte le promesse e la solidarietà tributate a Rolando Fazzari davanti ai giornalisti siano destinate a non avere alcun seguito. O se qualcuno magari ricorderà di avergli stretto la mano dicendo che la mafia è cosa da combattere, e di avergli assicurato che il suo appello non sarebbe caduto nel vuoto.

Fazzari non chiedeva redditi di cittadinanza, tagli alle accise, pensioni sociali: chiedeva solo, lui, di poter riprendere a lavorare.

lanuovasavona.it

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