Newslunedì 20 agosto 2018 11:34

Ponte Morandi: quattro note antimafia

La tragedia che ha colpito Genova, con il crollo del Viadotto Morandi, ha visto la proclamazione dello stato di emergenza con stanziamento dei fondi necessari agli interventi per garantire la realizzazione rapida di molteplici interventi, dalla rimozione dei materiali del viadotto crollati - su strade, alveo del Polcevera, linea ferroviaria - alla predisposizione anche di nuove strade di collegamento, demolizioni, eccetera

La gestione dei fondi e degli interventi è in capo al Commissario Straordinario per l’Emergenza - nella persona del Presidente della Regione Liguria - e, come è noto, permette di agire in deroga a molteplici norme e procedure, a partire dalla possibilità di non adempiere a verifiche preventive sulle imprese affidatarie di incarichi.

Lei stesso ha riconosciuto che la Liguria (come le altre regioni del centro-nord) vede il proprio territorio e l’economia, da decenni, oggetto a radicamento ed operatività delle organizzazioni mafiose. In primis della ‘ndrangheta.

Troppo spesso abbiamo visto infiltrazioni nell’ambito di appalti pubblici così come nei lavori affidati da strutture Commissariali, o in quelli per somme urgenze. Un inquinamento e condizionamento, anche attraverso “cartelli di imprese”, che è stato appurato - da molteplici inchieste - essersi perpetuato da Ponente a Levante, passando per il capoluogo, sia con imprese registrate in Liguria, sia con imprese registrate in altre regioni. 

Proprio sulla base dei poteri proprio del Commissario per l’emergenza, se da un lato risultano minori vincoli, dall’altro vi sono alcuni accorgimenti che possono, se adottati, ridurre il rischio che si ripeta l’indecenza, a tutela della parte sana delle imprese. 

Per questa ragione, mentre si appresta ad avviare gli affidamenti, con la struttura Commissariale, le chiediamo di:

- prevedere nei contratti che saranno stipulati una clausola molto semplice, che per le imprese sane non sarà certamente di ostacolo, in cui si sancisce che: 1) il contratto di affidamento sarà immediatamente revocato se si dovessero verificare (con segnalazione della Prefettura, ovvero del Centro Operativo D.I.A. o di altra struttura dello Stato) situazioni di infiltrazione, condizionamento o collegamento ad organizzazioni di stampo mafioso, riguardanti l’impresa affidataria, nonché i suoi fornitori o quelle incaricate di subappalto o di noli (a caldo o a freddo); 2) in caso di tale revoca quanto dovuto per i lavori già eseguiti non verrà corrisposto; 3) la struttura Commissariale si riserva di agire nei confronti dell'impresa affidataria anche per danni all'immagine cagionati alla struttura commissariale;

    - rendere trasparenti gli affidamenti diretti, comprensivi di fornitori, eventuali subappalti e noli (a caldo o a freddo), che vengono assegnati, con la pubblicazione online dei nominativi e dati delle imprese coinvolte per ogni singolo affidamento, in un’apposita sezione del sito internet della Regione Liguria (o altro sito specifico);



    - inviare, a prescindere dalla procedura semplificata in deroga prevista per l’emergenza o agli importi di affidamento, copia della documentazione relativa ad ogni affidamento alla Prefettura di Genova;
    
- attivare, attraverso la Polizia Municipale del Comune di Genova o soggetto incaricato dalla struttura Commissariale, un monitoraggio degli accessi ai cantieri (di uomini - compreso il personale operante - e mezzi), e comunicando le liste delle presenze alla Prefettura di Genova.
    
Sono 4 semplici fattibili accorgimenti che, se adottati, possono segnare un cambiamento concreto nell’ambito della gestione dell’emergenza, che non ostacola la necessità di tempi rapidi di affidamento ed esecuzione dei lavori, ma che al contempo permette di garantire l’adozione di misure di prevenzione utili per la tutela della legalità, delle imprese sane e del territorio.

Casa della Legalità - Onlus

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