Newsdomenica 16 settembre 2018 09:00

Quegli stralli farlocchi

La lista dei potenziali indagati per il crollo di Genova si allunga di 60 nomi. La società Autostrade litiga con l'Espresso che ha pubblicato le foto-shock del ponte Morandi prima del crollo, dichiarando che quelle immagini sono superate già dal 2016. Nel frattempo, Salvini e Rixi, seppur con più prudenza dei colleghi pentastellati, si schierano contro la concessionaria

Quegli stralli farlocchi

L'inchiesta giornalistica di Fabrizio Gatti sul viadotto crollato il 14 agosto si arricchisce di nuovi elementi: fotografie inquietanti, messe a disposizione del Ministero alle Infrastrutture quasi un anno fa, che secondo L'Espresso mostrano l'“evidente incapacità nel gestire la complessità delle infrastrutture che lo Stato ha affidato ai privati”. http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/09/13/news/ponte-morandi-1.326939?ref=HEF_RULLO

Autostrade non ci sta e pubblica il consueto comunicato in burocratese il cui succo è che le immagini e le informazioni riportate dal settimanale - riprese dal rapporto Spea 2013 - descrivono una situazione che già poteva considerarsi superata a partire dal gennaio 2016.

Nel frattempo, le informazioni sui famigerati stralli si rincorrono di continuo e ora si fa avanti l'ipotesi che i difetti interni ai tiranti fossero dovuti a un problema originario: negli stralli ci sarebbero stati meno cavi d'acciaio rispetto a quelli previsti dal progetto.

Questa scoperta però potrebbe non essere affatto un bene per la concessionaria: che in questo caso, conoscendo il “peccato originale” degli stralli, a maggior ragione avrebbe dovuto monitorarli h24.

Non a caso la Guardia di Finanza ha stilato una seconda lista di interesse investigativo: 60 nomi tra dipendenti, tecnici o dirigenti di Autostrade, del Ministero dei Trasporti e della controllata Spea.

Tutti quelli, insomma, che secondo gli investigatori erano a conoscenza delle condizioni del ponte e che si occuparono del progetto di retrofitting per rinforzare le pile 9 e 10.

La pila 9, come sappiamo, è crollata il 14 agosto provocando 43 vittime.

Le stesse 43 vittime citate da Salvini ieri, mentre assicurava che anche lui concorda nel togliere la concessione ad Autostrade per l'Italia, perché “chi sbaglia paga. Questo è un Paese dove chi sbaglia deve pagare, e 43 morti meritano che qualcuno paghi fino in fondo non solo economicamente ma anche penalmente”.

Seguono le dichiarazioni del sottosegretario Rixi: alla società Autostrade, dichiara, conviene farsi vedere il meno possibile.

A questo link, il comunicato della concessionaria: http://www.autostrade.it/it/comunicazione-e-media/news?p_p_id=62_INSTANCE_B7mj8aGpPQKb&p_p_lifecycle=0&p_p_state=maximized&p_p_mode=view&p_p_col_id=column-1&p_p_col_count=1&_62_INSTANCE_B7mj8aGpPQKb_struts_action= %2Fjournal_articles%2Fview

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