News06 giugno 2014 09:31

Barbatrucco bis: le notizie che contano, negli spazi che non contano

Barbatrucco bis: le notizie che contano, negli spazi che non contano

Il buon Pensiero lo troviamo:

1) sede nell'area CAIRO REINDUSTRIE (finanziata da fondi Ue e Regione) dove ha anche sede la FG RICICLAGGIO e BETONCEM. Realizzata attraverso la "CAIRO REINDUSTRIE" che è la stessa "CAIRO REINDUSTRIE" che troviamo sulla targa del finanziamento Ue - Regione Liguria per la sede dell'allora gruppo GEO del NUCERA Andrea.

2) nel cantiere dei DELLEPIANE, insieme ai FOTIA (già interdetti), ad Albisola, per la realizzazione dei box.

3) negli appalti per la STOPPANI.

Ma non solo: Franco Pensiero risulterebbe iscritto alla loggia massonica "Canalicum" come proverebbe questa pubblicazione a pag. 12 

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Dal Libro Bianco consegnato alla Commissione Parlamentare d'inchiesta sui Rifiuti dal WWF, correva l'anno 1997:

"Nelle Bormide la situazione invece sembra essere gestita direttamente da ambienti istituzionali e politici legati ad ambienti imprenditorial-massonici: - a quanto denunciano i Comitati ambientalisti
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della Val Bormida (allegato n. 27) -, che sembrano coinvolgere ripetutamente l'onorevole Maura Camoirano, all'assessore regionale all'Ambiente Nicolò Alonzo, il vicepresidente della Provincia di Savona Carlo Giacobbe, l'attuale sindaco di Cairo Montenotte Franca Belfiore, e il presidente della CAV (Consorzio Autotrasportatori Valbormida) Franco Pensiero, iscritto al PDS e membro attivo della loggia Canilicum di Cairo Montenotte, aderente al Grande Oriente d'Italia."

"La storia della Mazzucca si intreccia strettamente con "la corposa vicenda delle aree dello stabilimento ex Agrimont di San Giuseppe di Cairo, una zona industriale di 300 mila metri quadrati", completamente attrezzata,. già di proprietà dell'azienda del Gruppo ENI. Nel 1988, la società CAV Service, società di servizi con sede a Genova che fa capo al presidente dell'Unione industriali della provincia di Savona, Stanislao Sambin e al presidente della CAV Franco Pensiero, entrambi di Cairo, chiedevano al Comune una variante al PRG per alcune aree, parte agricole e parte industriali, site nella zona occupata dallo stabilimento Agrimont di San Giuseppe di Cairo, affermando che dette aree erano di loro proprietà . Il fine era quello di creare un porto intermodale e trasferire il parcheggio di CAV. Qualche tempo dopo, la Giunta regionale della Liguria, tramite la finanziaria pubblica FILSE, concedeva la somma di Lit. 990 milioni alla società a capitale misto pubblico-privato IPS - Insediamenti Produttivi Savonesi - il cui presidente è Pasquali segretario generale dell'Unione industriali della provinciali di Savona, per la realizzazione del porto intermodale. La somma ricevuta da IPS fu girata al CAV Service. Le aree ex Agrimont di San Giuseppe di Cairo furono acquistate per la cifra ridicola di Lit. 42 milioni negli anni '90 dalla CAV Service e da un industriale di Savona, Paolo Perotti, attraverso una società di comodo costituita a Cagliari, denominata Scilla srl, con capitale sociale di Lit. 20 milioni. L'ENI ha così svenduto un'area industriale di 30 ettari e le strutture (fra cui un depuratore) che sorgono su di essa, del valore complessivo, stimato, di Lit. 7 miliardi.
L'allarmante situazione del territorio di Cairo Montenotte viene confermata dal clamoroso ritrovamento di una discarica abusiva di RSU, speciali e industriali, avvenuto casualmente nel giugno 1996, durante gli scavi per la costruzione dell'argine del fiume di fronte al cimitero, lungo gli argini del Bormida in pieno centro cittadino, in un'area confinante con il piazzale di parcheggio dei mezzi della società CAV, dal fronte di oltre 300 metri di lunghezza e di alcuni metri di spessore, che viene sequestrata dalla magistratura sempre nel giugno e ha visto, nel corso delle operazioni di sgombero la morte di un operaio di nome Chiarlone. La situazione igienico-ambientale della zona è confermata dalle altissime percentuali di casi di linfoma e di leucemia registrati fra la popolazione:; nel solo 1994 nei comuni di Cairo Montenotte, Carcare e Dego, con una popolazione di solo 20 mila abitanti, vennero rilevati dall'IST 8 casi di leucemia (come se in una città di 2 milioni di abitanti si verificassero 800 casi di leucemia all'anno) e un'incidenza dei tumori superiore del 30% a quella registrata in altre aree industrializzate."

 

CdL / ninin

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