Inchieste03 agosto 2014 13:40

La relazione della Casa della Legalità alla Commissione Antimafia: Condizionamenti e criticità nelle Pubbliche Amministrazioni (Sesta puntata)

Buona parte di quanto esposto rispetto ai rapporti politici è già indicativo di quali realtà della Pubblica Amministrazione siano maggiormente “critiche”. Ma si ritiene opportuno procedere, anche se schematicamente, ad offrire un quadro di insieme in merito alle criticità evidenziatesi in questi anni

La relazione della Casa della Legalità alla Commissione Antimafia: Condizionamenti e criticità nelle Pubbliche Amministrazioni (Sesta puntata)



Nell'ambito della PROVINCIA DI IMPERIA:
- COMUNE DI DIANO MARINA - COMUNE DI ARMA DI TAGGIA - COMUNE DI CASTELLARO
- COMUNE DI CAMPOROSSO
- COMUNE DI OSPEDALETTI - COMUNE DI IMPERIA

Indubbia è inoltre la necessità di porre profonda attenzione anche in alcune realtà ove, seppur con un rinnovo degli organi elettivi, permane un contesto “viziato” nell'ambito della struttura burocratica degli Enti. In questo ambito occorre quindi indicare:
- COMUNE DI VENTIMIGLIA - COMUNE DI BORDIGHERA - COMUNE DI VALLECROSIA
Nell'ambito della PROVINCIA DI SAVONA in particolare:

- COMUNE DI SAVONA
- COMUNE DI CELLE LIGURE
- COMUNE DI VARAZZE
- COMUNE DI ALBENGA
- COMUNE DI CERIALE
- COMUNE DI LOANO
- COMUNE DI ANDORA
- COMUNE DI ALASSIO
- COMUNE DI ALBISSOLA MARINA
- COMUNE DI CAIRO MONTENOTTE - COMUNE DI VADO LIGURE

Nell'ambito della PROVINCIA DI GENOVA in particolare:
- COMUNE DI COGOLETO - COMUNE DI ARENZANO - COMUNE DI LAVAGNA
- COMUNE DI RAPALLO
- COMUNE DI RECCO
- COMUNE DI GENOVA
(Pure essendo fuori dall'ambito in esame si indica la necessità di porre la massima attenzione all'ambito della PROVINCIA DI LA SPEZIA ed in particolare del COMUNE DI SARZANA e limitrofi, ove si è evidenziata una pesante presenza degli esponenti della famiglia ROMEO, nonché l'AUTORITA' PORTUALE DI LA SPEZIA ed i diversi soggetti coinvolti nel ciclo dei RIFIUTI).
Risultano inoltre realtà fortemente critiche: - REGIONE LIGURIA
- AUTORITA' PORTUALE DI SAVONA - AUTORITA' PORTUALE DI GENOVA
nonché diverse società pubbliche e partecipate quali: - AREA 24 SPA
- ARTE SPA
- SVILUPPO GENOVA SPA
- INFRASTRUTTURE LIGURIA SRL - CAIRO REINDUSTRIA
- F.I.L.SE. SPA
- AMIU SPA (Genova)
- ATA SPA (Savona)
Senza ovviamente entrare nel dettaglio di ciascuna di queste realtà si procede ad indicare alcuni casi specifici che consentano di meglio comprendere la situazione nel contesto ligure, restando a disposizione per fornire, se richiesto, elementi in merito a quanto nella presente non indicato.
Nell'ambito del COMUNE DI GENOVA, soprattutto durante le passata amministrazioni (giunte VINCENZI e PERICU), si è evidenziata un'assoluta PERMEABILITA' dell'Ente.
Non solo si era arrivati ad un rapporto preferenziale con la ECO-GE dei MAMONE (come evidenziato anche nonostante l'Informativa atipica antimafia promossa nel 2010 dalla Prefettura), ma si era assistito ad una serie di episodi estremamente indicativi anche in altri ambiti, di cui si riportano alcuni esempi:
- davanti alla rioccupazione dei BENI CONFISCATI di Vico delle Mele a Genova da parte del CACI Rosario (a cui erano stati confiscati in via definitiva su iniziativa della D.I.A. nel 2005), il COMUNE DI GENOVA procedeva ad offrire al CACI (già accertato essere componente del gruppo di COSA NOSTRA attivo a Genova e che continuava nelle proprie attività criminali come poi evidenziato dall'arresto e successiva nuova condanna) l'ospitalità a spese del COMUNE presso un Albergo di Via Balbi a Genova. Lo stesso COMUNE assegnava, successivamente, anche una casa popolare al CACI Rosario, che questi però non utilizzerà in quanto veniva tratto in arresto nell'ambito di un operazione della Guardia di Finanza;
- nell'ambito delle attività connesse all'Operazione “TERRA DI NESSUNO” (per cui abbiamo fornito ai reparti investigativi ampia collaborazione come associazione) che ha condotto al sequestro e quindi alla definitiva confisca di circa 5 milioni di beni alla nota famiglia CANFAROTTA, si era evidenziato che l'Amministrazione Comunale si dimostrava restia a fornire l'accesso alle banche dati comunali (ICI e tassa sui rifiuti) al funzionario della Polizia Municipale che collaborava alle indagini della D.I.A. e dell'Arma dei Carabinieri, rendendo così più complessa l'attività di accertamento sui beni immobili oggetto di attenzione investigativa;
- nell'ambito del commercio ambulante si è registrata, da parte del COMUNE DI GENOVA, una assoluta assenza di verifiche preventive, nonché di contrasto effettivo all'abusivismo commerciale, permettendo quindi a soggetti legati a COSA NOSTRA ed in particolare alla 'NDRANGHETA, quali ad esempio i FIUMANO' (storica famiglia del Centro Storico di Genova legata agli ALESSI, altra componente storica della criminalità organizzata calabrese nel capoluogo), di acquisire ampi spazi di azione (anche in violazione delle normative vigenti)77 utili a garantire copertura alle attività più prettamente criminali promosse dal sodalizio;
- nell'ambito di alcuni appalti assegnati direttamente dal COMUNE DI GENOVA, si assisteva all'assegnazione a soggetti già “mappati” per il proprio legame alla 'Ndrangheta. Tra questi un'impresa soggetta anche ad interdizione temporanea dal GIP di Reggio Calabria (la GULLACE FERDINANDO ditta individuale di Canolo – RC) e diverse imprese del FURFARO Antonio (di cui poi si dirà nel prossimo capitolo), soggetto che già emergeva nell'ambito della manovra investigativa “MAGLIO” del ROS e che risultava già in contatto e rapporto con i noti MAMONE ed altri;78
- sempre nell'ambito del COMUNE DI GENOVA risulta particolarmente significativa la vicenda del progetto di “VILLA ALLEGRA” promossa dai FOGLIANI (di cui si dirà ampiamente nel successivo capitolo). Detto progetto, presentato dalla “ALLEGRA SRL”, prevedeva di realizzare una struttura sanitaria convenzionata ed otteneva a questo fine un'apposita “variante” urbanistica da parte dell'Amministrazione Comunale. Successivamente la “ALLEGRA SRL” comunicava al Comune che detta struttura sarebbe stata completamente privata e l'Amministrazione Comunale non si opponeva in merito nonostante che davanti ad una struttura privata (e non convenzionata) la “variante” non poteva essere adottata. Tale grave ed inquietante atteggiamento del COMUNE DI GENOVA, piegato all'interesse dei FOGLIANI, verrà letteralmente stroncato da una pesantissima Sentenza del TAR79.
Nell'ambito del COMUNE DI SAVONA, con le amministrazioni guidate dal Sindaco BERRUTI, si ritiene opportuno segnalare che, nell'ambito di una gestione fortemente viziata da conflitti di interessi, si sono evidenziati diversi casi che opportunamente si segnalano:
- sono diversi i lavori assegnati alla SCAVO-TER dei FOTIA. Prima quelli relativi ai "Lavori di sistemazione del canile municipale" (assegnati nel gennaio 2010) e poi quelli per gli "Interventi vari di riqualificazione urbana nelle zone periferiche - Sistemazione Piazza Bologna". In questo ultimo caso qualcosa di particolare emerge direttamente dalla Delibera 252 della Giunta Comunale del 4.11.201080. Questa, approvata su proposta dell'Assessore Rosario TUVE' (Italia dei Valori - Lista Di Pietro), riguardava la "variante" ai lavori (e costi) dell'opera. Nella delibera viene ricostruito l'iter della pratica di "Sistemazione e rivisitazione architettonica di Piazza Bologna": Il progetto approvato a febbraio 2010, con un costo complessivo di 335 mila euro; Determinazione Dirigenziale del 19/05/2010 con aggiudicazione alla SCAVO-TER dei lavori a fronte di un ribasso del 28,1% (per complessivi 209.227,69 euro oltre IVA); stipula contratto con la SCAVO-TER il 26/06/2010; Determina del 23/09/2010 per autorizzazione alla SCAVO-TER del subappalto alla ELETTROEUROPA SRL e quindi, dulcis in fundo, la VARIANTE... (naturalmente "TECNICA MIGLIORATIVA") dei lavori rispetto al progetto alla base della gara, con aumento dei costi e quindi della spesa a favore della SCAVO-TER di oltre 10 mila euro. Piccolo particolare: il ribasso del 28,1 % che ha permesso alla SCAVO-TER di aggiudicarsi la gara, si è, con la variante eseguita e poi approvata, assottigliato da 63.748,91 euro a 53.329,69;
- il COMUNE DI SAVONA poneva all'asta un'intera palazzina sita in via De Amicis 2 (che sul sito internet del Comune veniva però indicato come “vendita dell'immobile di proprietà comunale in Savona, Via De Amicis 3”. La base d'asta era di 1 milione di euro ma a seguito di assenza di offerte è sceso a 750.000 euro. La palazzina è stata quindi venduta alla società ACQUAVIVA dei FOTIA che poi otterranno senza problema il cambio di destinazione d'uso.
Stando a quanto emerso pubblicamente dall'inchiesta “DUMPER” (già citata) si apprendeva che amenti siti in tale palazzina sarebbero stati acquistati dal Consigliere Comunale di Savona e Presidente della Commissione Urbanistica DROCCHI Roberto e consorte. Il DROCCHI, come già evidenziato, esponente dei DS-PD, è poi stato arrestato insieme al FOTIA Pietro nell'ambito della citata inchiesta “DUMPER”;
- sempre l'Amministrazione Comunale di Savona procedeva, su iniziativa del Vice-Sindaco DI TULLIO Livio, a predisporre un'ennesima variante urbanistica a favore di una nuova speculazione edilizia (“CRESCENT 2”) nell'ambito della Darsena di Savona promossa dalla società “OR.SA. 2000 SRL” dei noti DELLEPIANE (del gruppo DEMONT ed il cui principale esponente DELLEPIANE Aldo risulta indagato – dalla Procura di Genova, già citata indagine “PANDORA” - unitamente al MAMONE Gino ed altri per il reato art. 416 C.P. in relazione al “cartello” dei MAMONE per il controllo - con preventiva spartizione - degli appalti e subappalti pubblici della “SVILUPPO GENOVA SPA”)81;
- l'assegnazione di lavori da parte di ATA SPA alla cooperativa “IL MIGLIO VERDE” quando questa era gestita dal noto PARADISO Leonardo, detto “Provolino”, recentemente sottoposto a misure preventive su istanza della D.I.A. di Genova e che, successivamente, ha visto adottare anche misura di custodia cautelare in carcere - con sequestro preventivo dei beni – per decisione del GIP di Savona, constatato il grave pericolo di fuga, evidenziato dall'inchiesta DIA-GDF82.
Il PARADISO, che risulta aver tessuto ottimi rapporti con esponenti della Giunta del COMUNE DI SAVONA, era anche in contatto e frequentazione con il noto FOTIA Pietro, come evidenziato nel provvedimento relativo alla misura preventiva della Sorveglianza Speciale di PS a carico di FOTIA Pietro;
- recentemente il COMUNE DI SAVONA ha affidato incarico ad una ditta – la BALACLAVA SRL - già coinvolta nell'inchiesta “DUMPER” (già citata) e nel procedimento penale connesso, nell'ambito di una gara d'appalto con pesanti criticità83.
Nell'ambito dei COMUNE DI ARMA DI TAGGIA (IM) e COMUNE DI CASTELLARO (IM)
ricade la nota CAVA-DISCARICA DI ROCCA CROAIRE che si caratterizza per pesanti irregolarità che ne avrebbero già dovuto comportare la chiusura. In merito a detta CAVA-DISCARICA, oltre al segnalare quanto conclamata ed inequivocabile sia la responsabilità dei
COMUNI in questione ed anche (e soprattutto) della REGIONE LIGURIA (inizialmente della
Direzione Ambiente e più di recente sia della stessa che della Direzione Attività Produttive), occorre
segnalare che ha rappresentato uno dei punti nevralgici delle attività di diversi soggetti della
'ndrangheta quali gli SGRO', i PELLEGRINO, i FOTIA ed altri. Tale sito veniva inoltre utilizzato
per “partite di giro” dei materiali in quanto se la ditta X conferiva nella CAVA-DISCARICA in
questione materiali per conto, ad esempio, di ANAS, la ditta Y procedeva a caricare detto materiale
(conferito dalla ditta X) dalla CAVA-DISCARICA per procedere al conferirlo nei cantieri di AREA24
Nell'ambito del COMUNE DI OSPEDALETTI si è evidenziata, nell'ambito della vicenda relativa al PORTICCIOLO TURISTICO “Parco e Marina di Baia Verde”, una gravissima e perpetuata situazione di irregolarità ed illegalità. Oltre all'infiltrazione nell'ambito dei lavori di imprese quali quelle dei FOTIA (come emerge dalle intercettazioni del MARCIANO' Giuseppe nell'ambito del procedimento “LA SVOLTA” già citato) e direttamente della cooperativa MARVON (struttura facente capo proprio ai MARCIANO'), il quadro che emerge è devastante soprattutto per la pianificata azione dei vari soggetti della Pubblica Amministrazione (dal Comune alla REGIONE LIGURIA) nel procedere, accumulando irregolarità su irregolarità, che hanno condotto il Consiglio di Stato ad esprimere pesantissimi rilievi. E' emersa, in modo inequivocabile, la volontà politica di piegare l'ambiente e le procedure al perseguimento degli interessi dei soggetti coinvolti nel progetto del Porticciolo e nella fase della sua realizzazione, con il più totale sfregio del principio della buona e corretta amministrazione.
Nell'ambito del COMUNE DI ANDORA (SV) si sono registrate, nelle passate gestioni facenti capo al Sindaco FLORIS, molteplici e significative irregolarità nonché anche fenomeni di illegalità. In particolare si assisteva anche ad un dilagare di conflitti di interessi nell'ambito dell'Amministrazione Comunale, nonché ad un rapporto privilegiato con la SCAVO-TER dei FOTIA, con le imprese del NUCERA Andrea ed alcuni professionisti. In merito a detta realtà territoriale si rimanda a quanto evidenziato alla Prefettura di Savona ed alla Procura di Savona (che ha avviato diversi procedimenti penali in merito a quanto da noi esposto)86.
Si tenga presente che il FLORIS è stato recentemente nominato Presidente della “AREA 24 SPA” e di “SVILUPPO GENOVA SPA”.
In merito al COMUNE DI ALBENGA (SV) si deve precisare che in merito alla campagna elettorale si è realizzato, per quanto possibile, un monitoraggio volto ad individuare i tentativi di condizionamento del voto da parte di soggetti legati alla criminalità organizzata e dette risultanze sono state da noi prodotte con appositi Esposti alla Procura di Savona. Se quindi in merito a questo non si procede a dettagliare per ovvie ragioni di riservatezza, si indica invece quanto è emerso nel passato ciclo amministrativo (Amministrazione retta dal duo GUARNIERI Rosy e NUCERA Massimiliano). In particolare oltre ad un rapporto consolidato con i NATO (in stretto contatto con il GULLACE Carmelo), soprattutto da parte del NUCERA Massimiliano, si è registrato un tentativo da parte della Giunta GUARNIERI di rimettere il “pista” il progetto di una nuova DISCARICA per inerti in località Campochiesa da parte della SA.MO.TER. SRL (dei noti GULLACE-FAZZARI)87. Detto progetto (che era nato con un parere favorevole del COMUNE DI ALBENGA con l'Amministrazione di centrosinistra guidata dall'ex Sindaco TABO') dopo le opposizioni da noi promosse ed un ricorso al TAR da parte di alcuni abitanti, è stato definitivamente fermato anche alla luce del fatto che NON era possibile superare il parere negativo del Comitato V.I.A. già espresso.
In merito al COMUNE DI ALASSIO (SV) si ritiene opportuno indicare un elemento che si ritiene estremamente significativo. Durante l'Amministrazione retta dal Sindaco MELGRATI Marco (di cui si è già detto nel precedente capitolo) veniva chiamato ad operare come Segretario Generale del Comune STRANGI Giuseppe detto “Pino”. Questi risultava in attesa di destinazione dopo lo scioglimento per condizionamento della 'ndrangheta (e nello specifico della cosca dei PIROMALLI) del COMUNE DI GIOIA TAURO (RC) di cui era Segretario e Direttore Generale. Lo STRANGI Giuseppe si era evidenziato, in tale contesto calabrese, assecondare le disposizioni dell'Amministrazione comunale ed in primis quelle dell'allora sindaco DAL TORIONE Giorgio, come se non notasse che la gestione dell'Ente fosse completamente piegata ed asservita alle volontà dei PIROMALLI. Nell'ambito delle indagini della DDA di Reggio Calabria emergeva il comportamento omertoso di tale contesto ed anche quello del funzionario comunale STRANGI88. Chiamato ad operare presso il COMUNE DI ALASSIO lo STRANGI Giuseppe inizialmente (e inspiegabilmente) veniva ospitato per dormire presso il Commissariato della Polizia di Stato di Alassio, il cui dirigente era ARICO' Saverio (ora trasferito nell'imperiese) ed in cui operava anche la moglie del MELGRATI Marco. Si apprendeva successivamente che lo STRANGI era il “padrino” dell'ARICO'. Lo STRANGI, che ci veniva indicato aver stretto amicizia con il noto massone e fedele uomo di SCAJOLA Claudio, MONTALDO Silvano, come avevamo evidenziato anche pubblicamente, risultava frequentare nei fine settimana l'estremo ponente ligure. Dagli Atti dell'inchiesta “LA SVOLTA” si sono acquisite alcune intercettazioni che dimostrano che lo stesso, mentre era in servizio al COMUNE DI ALASSIO, non solo risultava recarsi con i propri familiari presso il ristorante “LE VOLTE” dei MARCIANO' ma veniva indicato proprio dal MARCIANO' Giuseppe – capo-locale di Ventimiglia – come “amico” salito per “aiutare”89.
Lo STRANGI Giuseppe verrà poi confermato, sino alla pensione, Segretario Generale del COMUNE DI ALASSIO anche dalla nuova Giunta di centrosinistra a seguito delle elezioni anticipate conseguenti alla decadenza del MELGRATI per incompatibilità. La nuova Amministrazione, guidata dal Sindaco AVOGADRO, sostenuta anche dal PD, procederà anche ad adottare una “promozione” con anche il riconoscimento del 50% di maggiorazione della retribuzione90.
In merito al COMUNE DI LAVAGNA (GE) occorre inizialmente ricordare che sino alle recenti elezioni del maggio scorso in Consiglio Comunale sedeva anche il noto NUCERA Santo. Nell'Informativa del ROS “MAGLIO 3” si legge in merito al soggetto:
“SANTINO NUCERA figlio di Vincenzo, nato a Condofuri (RC) il 29.10.1944, residente in Lavagna (GE) ... Il collaboratore di Giustizia Giovanni Gullà riferiva in merito "... Il riferimento in Liguria della famiglia di Sarzana era VINCENZO NUCERA che allora abitava a Lavagna e che poi si trasferì a Frosinone lasciando a Lavagna il figlio SANTINO NUCERA...". Si precisa altresì che NUCERA PAOLO risulta essere il nipote del defunto NUCERA VINCENZO e cugino di NUCERA SANTO.”
Lo stesso NUCERA Santo risultava avere molteplici impresi ed interessi che andavano ben oltre i confini del COMUNE DI LAVAGNA e si sviluppavano soprattutto in quello di SESTRI LEVANTE.
Oltre a questi ed agli altri NUCERA lì presenti ed appartenenti al “locale” di Lavagna della 'Ndrangheta, attivi nell'ambito del ciclo dei rifiuti e con un albergo (HOTEL AMBRA), con base in tale territorio operano diversi soggetti che garantiscono il “controllo” su ampia parte dei Comuni limitrofi e dell'entroterra. Si tenga presente che di recente, grazie all'attività della Squadra Mobile di Genova, si è giunti al sequestro di un arsenale nell'entroterra del Tigullio che era proprio nella disponibilità del sodalizio 'ndraghetista.
Il COMUNE DI LAVAGNA risulta fortemente penetrabile e condizionato da soggetti estremamente pericolosi, ininterrottamente dai tempi dell'Amministrazione retta dall'ex Sindaco MONDELLO. Esempio eclatante è quello del PORTO TURISTICO DI LAVAGNA assegnato senza alcuna verifica antimafia (NON è mai stata richiesta Informativa alla Prefettura competente) ed in modo illegittimo alla “PORTO DI LAVAGNA SPA”. Detta impresa, che ha utilizzato anche aree del Porticciolo Turistico per smaltimenti illeciti di rifiuti ed ha realizzato radicali mutamenti

alle strutture - a partire dalla diga foranea - in contrasto con il progetto autorizzato dall'Autorità preposta e senza chiedere alcun tipo di variante, risultava sino all'estate scorsa – quando è stato dichiarato deceduto – capeggiata dal noto faccendiere internazionale MAZREKU Jack Rock (Rocco) ed ora risulta essere guidata dal figlio di questi.
In merito al COMUNE DI CELLE LIGURE (SV) in considerazione che si sta completando un Esposto dettagliato per la Procura della Repubblica competente ci si limita, al fine di permettere un adeguato inquadramento del contesto, a riferire documentalmente un caso che si può ormai considerare “storico” anche se recente nel tempo.
> Appalto alla società CO.FOR. (GUARNACCIA-CUTRUPI) e subappalto alla SCAVO-TER In estrema sintesi:
- il COMUNE DI CELLE LIGURE promuove, sulla base di un progetto, approvato dalla REGIONE, visti i vincoli per il sito oggetto di intervento, e con molteplici pareri vincolanti, il rifacimento del “PENNELLO BUFFOU”;
- Responsabile della procedura è il Funzionario/Responsabile ZUNINO Franco92 come si evince anche dai Verbali di Gara93;
- la gara d'appalto ha come oggetto i lavori, da eseguirsi via mare, per la costruzione di detto PENNELLO ma una volta espletata la GARA che vedeva assegnato, in virtù del ribasso offerto, l'APPALTO alla CO.FOR., questa comunicava allo ZUNINO che non avrebbe potuto realizzare l'opera “via mare” (come previsto dal Progetto di cui al Bando di Gara) ma “via terra” (che ovviamente, tra l'altro, costava anche meno rispetto alla realizzazione “via mare”);
- il responsabile del Procedimento ZUNINO Franco anziché annullare l'assegnazione, vista l'impossibilità della CO.FOR. di eseguire i lavori come da Progetto e Bando, procedendo
contestualmente all'assegnazione dell'incarico alla 2° classificata in graduatoria di gara, comunicava
invece alla CO.FOR. che andava bene anche la realizzazione “via terra”;
- tale prima abnorme irregolarità vizia alla radice l'assegnazione dell'incarico in quanto le altre imprese partecipanti alla gara avevano certamente fatto offerte con minore ribasso rispetto alla CO.FOR. ma basandosi sull'esecuzione dei lavori “via mare” ovvero secondo Progetto e Modalità alla base della Gara, venendo quindi penalizzati per il fatto che la CO.FOR. presentava un'offerta più vantaggiosa dal punto di vista economico - aggiudicandosi così l'appalto – per il solo fatto che non avrebbe ottemperato a quanto posto alla base della gara;
- inoltre i lavori, in parte affidati alla SCAVO-TER dei FOTIA94, sono stati eseguiti con modalità e materiali assolutamente non conformi a quanto prestabilito nel Progetto alla base dell'appalto, con, tra l'altro, sversamenti a mare per i riempimenti necessari alla realizzazione dell'opera di “terriccio” intriso di “cromo esavalente” tanto che dovette intervenne la Capitaneria di Porto chiedendo spiegazioni al COMUNE DI CELLE LIGURE per comprendere la ragione di un'ampia chiazza (conseguente allo sversamento di terra intrisa da cromo esavalente) nello specchio acque antistante il costruendo PENNELLO BUFFOU. Il COMUNE DI CELLE LIGURE (Resp. Proc. ZUNINO Franco) per risposta alla Capitaneria girò la richiesta di chiarimento agli addetti del cantiere CO.FOR. che, ovviamente, risposero che andava tutto bene. Inoltre detti sversamenti a mare con “terriccio” (intriso di cromo e/o altri inquinanti) venivano effettuati durante mareggiate, così che detto materiale, conferito con diversi camion, venisse immediatamente disperso in mare dalle mareggiate.
- nonostante i lavori siano stati eseguiti via terra, anziché via mare, e quindi con costi decisamente inferiori per l'impresa esecutrice, la CO.FOR. chiederà al termine dei lavori al COMUNE DI CELLE LIGURE il riconoscimento di fondi ulteriori (ottenendo una risposta positiva nell'ambito di un accordo tra le parti) sostenendo che le mareggiate avevano portato via il materiale sversato (!)
    
costringendo la ditta a costi aggiuntivi per effettuare nuove sversamenti a riempimento della base del PENNELLO. Per “agevolare” la CO.FOR. vennero adottate anche formali “VARIANTI” al Progetto da parte del COMUNE ma non dagli altri Enti proposti;
- al termine dei lavori risultò che il PENNELLO aveva già dei cedimenti, tanto che il COMUNE DI CELLE LIGURE, dovette procedere alla collocazione di segnali di “DIVIETO” di transito e sosta sullo stesso.
Tutti questi fatti sono stati da noi documentati e denunciati alla PROCURA DI SAVONA, con consegna di ESPOSTO95, con relativi allegati, in data 3 agosto 2007. Allora Procuratore Capo era il dott. SCOLASTICO Vincenzo.
Dopo un anno senza avere riscontro in merito ed avendo occasione di incontrare il Proc. SCOLASTICO alla presentazione di un libro presso la Sala Rossa del Comune di Savona, gli chiedemmo informazioni in merito a detto nostro Esposto e lo stesso ci rispose che non lo aveva visto (l'Esposto presentato un anno prima) perché era in ferie.
La PROCURA DI SAVONA in allora NON procedette in merito a quanto denunciato e

documentato, limitandosi a contestazioni al Direttore dei Lavori. Detto procedimento si è concluso in primo grado con Sentenza di assoluzione96 – a quanto ci risulta appellata ma di cui non conosciamo l'esito definitivo – anche in considerazione di un “assurda” deposizione testimoniale dell'ARPAL (dipendente dalla REGIONE LIGURIA di cui Assessore competente nel frattempo era divenuto lo ZUNINO Franco) che affermava che quanto indicato come materiale da utilizzare nel Progetto (VINCOLANTE) a base della gara, era da considerarsi puramente “indicativo” e quindi, di fatto, offrendo difesa al NOCE, imputato in quanto Direttore dei Lavori.
Radicalmente diverso, rispetto all'atteggiamento assunto dall'allora PROCURA di Savona (Proc. SCOLASTICO) assumeva invece l'“AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE”. Questa con propria nota del 29.10.2007 confermava di fatto quanto da noi denunciato nell'Esposto del 3 agosto 2007 e quanto denunciato da altri (sempre presso la Procura di Savona), indicando con estrema nettezza l'assoluta irregolarità della procedura seguita dal COMUNE DI CELLE LIGURE (Res. Proc. ZUNINO Franco) in merito all'appalto alla CO.FOR.. In particolare nella stessa Nota dell'AUTORITA'97 si legge:
(...)
Ai fini della valutazione del caso in esame, occorre anzitutto considerare le peculiari condizioni in cui si è sviluppato il procedimento, sin dalla fase iniziale di progettazione. In particolare, la S.A. nell'esecuzione del contratto ha privilegiato la conduzione dei lavori da terra. Tale scelta, motivata dalla difficoltà di recuperare i mezzi d'opera necessari per la conduzione dei lavori da mare (pontone) ha comportato un'alterazione del progetto originario. Infatti, l'Amministrazione appaltante ha mutato un elemento fondamentale del contratto, quale è la modalità di esecuzione.
Giova ricordare che non sussiste la possibilità per le Amministrazioni appaltanti di rinegoziare con il soggetto prescelto come contraente alcune condizioni di esecuzione dei contratti aggiudicati in esito a procedure concorsuali. Come già chiarito da questa Autorità con delibera n. 82 in data 12.10.2005 tale comportamento si configura in palese violazione delle regole di concorrenza e parità di condizioni tra i partecipanti alla gara, fondamentali per l'esistenza di un corretto mercato degli appalti.
Inoltre, dalla documentazione pervenuta non si rilevano valutazioni tecniche a sostegno della scelta da parte della S.A. del mutamento della modalità di conduzione dei lavori. Questa scelta, peraltro, ha comportato anche la necessità della redazione di una seconda perizia di variante per i danni causati alle opere provvisionali dalle mareggiate, nonché la formalizzazione del procedimento di accordo bonario per la definizione della riserva espressa dall'impresa relativamente ai maggiori costi sostenuti per le opere provvisionali, danneggiate da mareggiate, dell'importo di 23.973,00 euro (IVA esclusa). Come si evince,
95 Si veda Esposto e relativi allegati in ALLEGATO 89 96 Si veda
97 Si veda
       
ALLEGATO 90 ALLEGATO 91

41
infatti, dalle dichiarazioni del direttore dei lavori, “... la conduzione dei lavori da terra... ha
causato frequenti ed ingenti danni alle opere per effetto delle mareggiate invernali”.
Pertanto, l'inquadramento della prima perizia di variante nella tipologia dell'intervento migliorativo di cui all'art. 25, comma 3, della legge 109/94 non appare confacente alla disposizione normativa. Infatti il predetto comma sancisce che “... Sono inoltre ammesse, nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché non comportino modifiche sostanziali...”
Inoltre, va osservato che sono state introdotte significative modifiche alle lavorazioni di contratto (le opere del ripascimento arenile, previste in progetti in sabbia e ghiaietto, sono state realizzate mediante l'utilizzo del materiale della rampa e della pista di cantiere), con variazioni qualitativo-quantitative, al fine di reperire risorse necessarie a finanziare gli interventi di modifica individuati con le n. 2 perizie di variante, che pur se contenute nell'importo finanziato di euro 648.153,41, sono da considerarsi sostanziali, come si rileva in particolare dal quadro di raffronto delle due perizie di variante.
(...)
In merito è chiarificante la determinazione n. 1/2001 di quest'Autorità ove si afferma che “... In tema di varianti, occorre premettere che non ogni modificazione può ritenersi espressione della naturale esecuzione dell'appalto, con conseguente applicazione dei criteri già previsti contrattualmente per la disciplina del rapporto. La variante, infatti, ha come necessario punto di riferimento e parametro di raffronto il progetto: le relative modifiche non possono, quindi, essere tali da snaturarlo. Se le parti realizzano un'opera totalmente diversa, la disciplina del rapporto non può più essere individuata nel primitivo contratto di appalto, bensì nel successivo negozio giuridico, anche se quest'ultimo non rechi patti diversi su alcuni degli aspetti essenziali del contratto. In tal caso, si compie un'opera necessariamente diversa da quella oggetto del precedente contratto. In definitiva, la variante deve avere carattere accessorio rispetto all'opera progettata e contrattualmente stabilita; altrimenti si è in presenza non di una modifica del progetto, ma di un nuovo contratto”.
Si ritiene, quindi, necessario rivalutare la classificazione delle perizie di variante, operata dalla S.A., in quanto l'inquadramento delle stesse nelle tipologie delle “imprevisto geologico” (25 comma 1 b.bis) e dell'intervento migliorativo (art. 25, comma 1) della legge 109/94, non appare pienamente rispondente al dettato normativo, peraltro confermato, in parte qua, dall'art. 132 del nuovo Codice dei contratti pubblici approvato con d.lgs n. 163 del 12.4.2006, ed in vigore dal 1° luglio 2006.
Alla luce di quanto sopra, si chiede di conoscere le misure che codesta S.A. intende adottare per evitare il ripetersi dei fenomeni evidenziati, nonché di trasmettere i risultati dell'attività di verifica dell'effettivo stato di consistenza quantitativo e qualitativo dell'arenile, con riserva di conoscere, ai fini del controllo del costo complessivo dell'opera, se la somma corrisposta all'impresa esecutrice – a titolo di accordo bonario – è contenuta nell'importo finanziato, potendosi altrimenti configurare un'ipotesi di danno erariale.”.
Tali rilievi venivano confermati e richiamati anche in una successiva Nota della medesima AUTORITA' datata 27.03.2009, che ancora (e siamo al 2014) attende una risposta dal COMUNE DI CELLE LIGURE.
Tale questione ha visto, inoltre, anche la promozione di veri e propri atteggiamenti intimidatori verso gli esponenti della Casa della Legalità, anche in pubbliche sedute del Consiglio Comunale di CELLE LIGURE (come abbiamo documentato anche sul nostro sito) nonché nella promozione, attraverso il noto Avv. ROMANI Roberto (e già indicato) di una causa civile nei nostri confronti SENZA CORRETTA NOTIFICA e per cui si ora in fase di appello                     
Nell'ambito del COMUNE DI ALBISSOLA MARINA (SV) è stato eletto Sindaco nella recente tornata elettorale del maggio scorso NASUTI Gianluca, già vice-sindaco e “di fatto” già sindaco anche nel precedente ciclo amministrativo. Il NASUTI Gianluca risulta uno degli avvocati dello Studio legale NASUTI che, con il penalista RICCO Giovanni, è tra gli storici difensori dei FAZZARI-GULLACE anche nelle cause contro lo Stato (come nel caso del contenzioso sulla vecchia Villa FAZZARI - abuso edilizio non condonabile - costruita all'interno della c.d. “CAVA DEI VELENI” a Borghetto S.Spirito che gli stessi FAZZARI gestivano ed ove avevano occultato oltre 12.000 fusti tossico nocini).
Nel passato ciclo amministrativo il NASUTI si impegnò nella propria veste di Pubblico Amministratore per permettere alla società “ALPAR SRL” (della società “OR.SA. 2000 SRL”, ovvero della già citata famiglia DELLEPIANE del gruppo DEMONT) la costruzione di 200 box auto. Per la costruzione dell'opera è intervenuta la “FIDIA” (sempre del GRUPPO DEMONT) e nei subappalti assegnati vi sono stati quelli a PENSIERO (noto massone di Cairo Montenotte) e P.D.F. SRL dei FOTIA (nel periodo della misura interdittiva, ben nota pubblicamente).
In merito ad ARTE (ex IACP, che fa capo alla REGIONE LIGURIA) si deve innanzitutto riferire che nell'ambito di tale struttura sino a tempi recentissimi svolgeva funzioni direttive uno dei più fedeli uomini di TEARDO Alberto (di cui si è detto nel 1° capitolo), ovvero il noto massone TESTA Mauro.
La società pubblica vedeva promuovere una società comune, la “PROGETTO PONENTE”, con noti faccendieri quali: NUCERA Andrea (ora latitante negli Emirati Arabi a seguito del crack del suo gruppo imprenditoriale “GRUPPO GEO” e che risultava avere – come indicavamo da tempo – cointeressenze con esponenti della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE ed in particolare con il CHIARO Vincenzo, nell'ambito di società estere e della “GEO COSTRUZIONI SRL”) ed il costruttore PESCE Pietro già coinvolto in molteplici procedimenti penali e che, con i suoi soci, era già noto per i tentativi di occultamento e reinvestimento del “tesoretto” del noto FIORANI.
ARTE ha assegnato un appalto per un cantiere avviato nel 2011 e rimasto incompiuto ad ALBENGA alla società DE.SA.MA. COSTRUZIONI SRL di Marigliano (NA). Tale impresa risultava essere nell'orbita della Camorra. Successivamente la stessa impresa DE.SA.MA. presentava offerta per altro appalto di ARTE con un ribasso tale da aggiudicarsi l'incarico. Su nostro suggerimento diretto al neo Presidente di ARTE Savona questi contattava il Prefetto Musolino, appena nominato Prefetto di Napoli, che procedeva immediatamente ad emettere Informativa antimafia con carattere interdittivo verso tale impresa e quindi bloccando l'assegnazione del nuovo appalto nell'ambito del territorio di Savona.
In merito a “SVILUPPO GENOVA SPA” si veda quanto indicato nell'Informativa “PANDORA” già indicata e citata, mentre in riferimento alla “INFRASTRUTTURE LIGURIA SRL” (sempre facente capo alla REGIONE LIGURIA) si tenga presente che il vecchio Ufficio Appalti di SVILUPPO GENOVA (responsabile degli appalti oggetto delle contestazioni della Procura di Genova nell'ambito dell'indagine “PANDORA”) è stato spostato in blocco ad operare in “INFRASTRUTTURE LIGURIA”, costituita su indicazione di BURLANDO Claudio, con competenza su tutto il territorio regionale e non limitatamente a Genova, e nella quale ha anche collocato il proprio fedele uomo POGGI (anche questi indicato nell'Informativa “PANDORA”).

In merito ad “AMIU SPA” (società del COMUNE DI GENOVA), che gestisce la DISCARICA DI SCARPINO, si deve segnalate che è coinvolta (oltre che diverse inchieste in merito alla gestione della DISCARICA effettuata in evidente contrasto con le disposizioni dell'AIA) nell'inchiesta “ALBATROS”. Detto procedimento penale seguito dalla Procura di Genova nasce dall'indagine della DDA di Torino scaturita da nostri Esposti (2011) in merito a conferimenti illeciti di rifiuti speciali nella zona di Tortona e che vedeva tra gli altri coinvolti i MAMONE con la ECO-GE, il RUBERTO Francesco100 ed altri. Durante le attività tecniche disposte nell'ambito dell'inchiesta della DDA di Torino sono emersi (oltre a trattazioni sulla compravendita di armi da parte di alcuni soggetti intercettati) fenomeni di corruzione che coinvolgevano la struttura di AMIU SPA. Tra i vari indagati nell'indagine “ALBATROS” vi sono, tra gli altri: i MAMONE (con diverse società quali: ECO-GE, IMPRE.ARES SRL, ARES INTERNATIONAL SRL, VALFER GENOVA SRL), i collegati RASCHELLA Stefano e Daniele con la “EDILDUE” (RASCHELLA Stefano risulterebbe essere il “padrino” della figlia di MAMONE Gino) oltre ad altre imprese tra cui la SWITCH 1988 SRL.

CDL

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