Mezza politica30 marzo 2015 16:56

Il Partito "Democratico" ligure minaccia chi non sostiene la Paita (con i commenti dei lettori))

Regionali. Lettera-diktat agli iscritti genovesi: fare campagna per Pastorino «sarebbe di estrema gravità». Pagano, l’altro candidato della sinistra, invece si ritira (da Il Manifesto)

Il Partito "Democratico" ligure minaccia chi non sostiene la Paita (con i commenti dei lettori))

Una let­tera di due pagine inviata a tutti gli iscritti del Pd per ’avver­tirli’ delle san­zioni in cui pos­sono incor­rere non solo se si can­di­de­ranno in liste alter­na­tive a quelle che appog­giano Raf­faella Paita alle pros­sime ele­zioni regio­nali in Ligu­ria, ma anche se soster­ranno l’ex civa­tiano Luca Pasto­rino, che ha lasciato il par­tito pro­prio per offrire un’alternativa ai tanti delusi dall’esito e dalle moda­lità con cui si sono svolte le pri­ma­rie liguri.

A scri­verle la let­tera, il pre­si­dente della com­mis­sione regio­nale di garan­zia del par­tito, Paolo Turci. Le san­zioni per i tra­sgres­sori vanno dall’ammonimento scritto alla can­cel­la­zione dall’albo degli elet­tori e non manca la pre­ci­sa­zione: «Nulla osta a con­si­de­rare di estrema gra­vità l’eventuale com­por­ta­mento di iscritti che deci­des­sero pub­bli­ca­mente di fare cam­pa­gna attiva a favore di can­di­dati con­trap­po­sti a quelli del Pd» fosse solo per­ché ciò potrebbe «pro­cu­rare un impor­tante danno all’immagine del partito».

La mis­siva, inviata solo agli iscritti geno­vesi (dove Raf­faella Paita alle pri­ma­rie ha perso la metà dei voti rispetto a Ser­gio Cof­fe­rati e più forte è il mal­con­tento) ha sca­te­nato una bufera. «Al di là delle regole che non mi com­pe­tono — si difende il segre­ta­rio pro­vin­ciale del Pd Ales­san­dro Ter­rile — c’è il dato poli­tico: chi sta nel par­tito sostiene i can­di­dati del par­tito, non esi­ste un’altra strada. Non ci saranno espul­sioni di massa ma non è dan­neg­giando il Pd che lo si cambia».

Per i civa­tiani geno­vesi intanto comin­cia la dia­spora. Se c’è chi con­ti­nua a pen­sare di poter cam­biare il par­tito da den­tro e chi vuole auto­so­spen­dersi per il tempo delle regio­nali, molti segui­ranno Luca Pasto­rino o lo hanno già fatto.

Tutti comun­que inter­pre­tano la let­tera inviata agli iscritti come una minac­cia bella e buona. «Il pro­nun­cia­mento della com­mis­sione di garan­zia — dice il con­si­gliere comu­nale Gian­paolo Mala­te­sta, che la pros­sima set­ti­mana scio­glierà la riserva sul futuro — è fuori luogo rispetto a un dibat­tito che è poli­tico. Le pri­ma­rie hanno avuto uno stra­scico etico e poli­tico che non si è ricu­cito e que­sto pre­oc­cupa soprat­tutto in rela­zione ai nostri elet­tori». «E’ una roba Unione sovie­tica» tuona Ste­fano Gag­gero, civa­tiano fra i prin­ci­pali ani­ma­tori di Rete a sini­stra. «Stanno facendo di tutto per met­terci paura, ma fossi in loro mi pre­oc­cu­pe­rei più della fuga degli iscritti». «E’ un’interpretazione molto rigida e minac­ciosa per creare il panico fra gli elet­tori — aggiunge Sil­via Pede­monte della dire­zione pro­vin­ciale del Pd ma decisa a lasciare il par­tito — ma che rischia di pro­vo­care un effetto boo­me­rang». «Non credo che il par­tito voglia dav­vero pro­ce­dere a espul­sioni di massa — com­menta il con­si­gliere del muni­ci­pio Cen­tro Ovest Igor Turatt — per­ché non sarebbe con­ve­niente per lo stesso par­tito». Il gio­vane con­si­gliere muni­ci­pale la sua scelta l’ha già fatta: «Lascio il gruppo del Pd in muni­ci­pio per entrare nel gruppo misto. Voglio soste­nere Luca Pasto­rino in que­sta cam­pa­gna elet­to­rale, voglio essere tra­spa­rente nei con­fronti degli elet­tori». E se la par­la­men­tare euro­pea Renata Briano non si è ancora pro­nun­ciata, tanti altri civa­tiani stanno pre­pa­rando l’addio.

I toni della let­tera dik­tat spe­dita dal pre­si­dente della com­mis­sione di garan­zia, però, non pro­vo­cano scon­tento solo tra i civa­tiani. «Non è con le minacce di san­zioni che si risol­vono i pro­blemi — dice il vicen­sin­daco di Genova Ste­fano Ber­nini, che alle pri­ma­rie aveva soste­nuto Ser­gio Cof­fe­rati — ma si entra nel merito e si discu­tono i pro­grammi. Le let­tere degli avvo­cati per minac­ciare espul­sioni deno­tano che il par­tito ha paura». Sono in molti a pen­sare che il segreto dell’urna potrebbe por­tare sor­prese che vanno ben al di là delle dichia­ra­zioni ufficiali.

Intanto nella sini­stra «anti­pai­tiana» si è sciolto il nodo della dop­pia can­di­da­tura. L’ex sin­daco spez­zino Gior­gio Pagano, appog­giato da Altra Ligu­ria e Verdi, ha deciso di riti­rarsi. «Lo fac­cio come atto di respon­sa­bi­lità — spiega in una let­tera ai suoi soste­ni­tori — nel nome della lotta alle fram­men­ta­zioni e alle divi­sioni». Pagano, a cui era stato chie­sto di entrare nella squa­dra di Luca Pasto­rino, ha però decli­nato l’invito. «Ho cer­cato fino all’ultimo l’alleanza ma il ten­ta­tivo è stato reso impos­si­bile da una ope­ra­zione poli­tica vec­chia e stan­tia», ha affer­mato annun­ciando anche la nascita dell’associazione ‘La Buona Onda’ per rac­co­gliere tutte le per­sone inte­res­sate a una «coa­li­zione civile, sociale e popo­lare della Liguria».

 

alcuni commenti dei lettori:

Antonello Rossi Non capisco, sembra che il Pd sia casa di sti ignoranti, e nessuno a livello nazionale dice nulla, la Magistratura non interviene, e preparano gli appalti per comprarsi le poltrone, e' incredibile, fossi io il segretario chi fa sti discorsi lo/la manderei fuori letteralmente a calci nel culo.

 

 

Il Manifesto

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