Inchieste28 ottobre 2015 16:53

L’estradizione di Matacena e gli intrecci Roma-Dubai

A più di un mese dalla firma dell'accordo internazionale il Parlamento non ha nemmeno calendarizzato la ratifica. Il caso del vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Vazio, che è anche il difensore di una dei ricercati che dovrebbero rientrare in Italia

L’estradizione di Matacena e gli intrecci Roma-Dubai

È passato più di un mese da quando il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato con il suo omologo Sultan bin Saeed Al Badi un trattato di estradizione e un accordo di cooperazione giudiziaria con gli Emirati Arabi, ma del superlatitante Amedeo Matacena in Italia non c'è ancora traccia. Nonostante il ministro abbia assicurato tempi rapidi per la necessaria ratifica in Parlamento, i due documenti giacciono ancora nei cassetti e – a quanto si apprende – la discussione al riguardo non è stata ancora calendarizzata. Ma il sovraffollamento e le emergenze legislative che sembrano aver seppellito gli accordi siglati in fondo alla lista dei provvedimenti da discutere potrebbero non essere l'unico ostacolo alla ratifica dei due fondamentali accordi.
Anche il vicepresidente della commissione Giustizia della Camera, Franco Vazio, potrebbe avere qualche problema – quanto meno professionale – a dare via libera al provvedimento. Fra i ricercati che le autorità emiratine dovrebbero espellere da Dubai e rimandare in Italia c'è infatti anche una sua assistita, Simona Musso, imputata per il crack del gruppo Geo e compagna del coimputato e come lei latitante Andrea Nucera

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Alessia Candito

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