News15 gennaio 2016 13:08

Bitume: il pessimo inguacchio

In queste ore stiamo assistendo a un totale rovesciamento della realtà sul caso Bitume. Come prestigiatori navigati, gli esponenti del Partito Democratico hanno tentato (e per poco non gli è riuscito) il numero più gettonato del proprio repertorio: lo scaricabarile (che parlando di bitume è come dir cappio in casa dell'impiccato, ndr)

Bitume: il pessimo inguacchio

 

"Toti continua a non voler far chiarezza sul deposito di bitume a Savona" denunciano gli amici piddini, rimproverando al governatore di non essere venuto in commissione a riferire su un tema così importante. Tutto vero, intendiamoci. Stupisce, però, che a puntare il dito siano proprio i membri del partito che porta sulle spalle la responsabilità politica di questo cul-de-sac, attraverso le sconsiderate scelte (o, meglio, le non scelte) del sindaco di Savona Berruti e la sua giunta.

Se da una parte il Pd porta con sé il peccato originale, dall'altra la Giunta Toti sta facendo poco o nulla per uscire dal bitume. Ieri in Commissione controlli abbiamo chiesto all'assessore Viale lo stato di avanzamento dei lavori da parte dell'amministrazione sul deposito della discordia. Risposta? C'è stato un incontro interlocutorio con la Bit, la ditta che ha preso in appalto i lavori, e attualmente la pratica sarebbe sospesa. In particolare, abbiamo chiesto all'assessore di sottoscrivere che non ci sarà alcun protocollo d'intesa col Mise, come era stato paventato in un primo tempo. Ma anche su questo punto abbiamo ricevuto solo vaghe rassicurazioni e nessuna risposta concreta.

Ci auguriamo che la Giunta e il Presidente Toti accolgano quantomeno, la richiesta proveniente dalla stessa maggioranza, e che anche noi chiediamo, di audire il sindaco di Savona Berruti e il Presidente dell'Autorita Portuale di Savona Miazza affinché illustrino lo stato delle trattative. Ciò anche alla luce della mozione di fine dicembre, in consiglio comunale savonese, approvata all'unanimità, con cui si è impegnato il sindaco nei confronti del Ministero dello Sviluppo Economico di stoppare la pratica e riaprire la conferenza dei servizi.

Insomma, mentre centrodestra e centrosinistra continuano a sorpassarsi in retromarcia, tra errori, sottovalutazioni e reciproche accuse, i tempi stringono e i cittadini di Savona attendono ancora chiarezza su un progetto potenzialmente devastante che minaccia di cambiare il volto della città. Che il Pd ha voluto e il centrodestra, con la sua condotta, rischia di avallare.

Andrea Melis, portavoce Movimento 5 Stelle in Regione Liguria

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