Mezza politica23 aprile 2016 19:31

Quale eredità

Il sindaco uscente si fa intervistare dalla Stampa, che anzichè fargli il mazzo per quel che ha combinato, lo celebra fin nelle locandine

Quale eredità

Troppo inchiostro e tastiere si sono già consumati per così poco, ma permetteteci il nostro - per nulla affranto - commiato.

Berruti lascia Savona con un buco spaventoso, terreno che dovrebbe essere di sua competenza.

Berruti lascia Savona dopo non aver mosso un dito sulle discariche nei paradisi fiscali, sulla centrale che mieteva vittime anche nella sua città.

Berruti lascia Savona cementificata dai suoi amici, dopo aver grassato il suo staff di ben quattro persone a spese nostre, tra i quali uno si è messo a lavorare per la sciura Giacobbe e un altro se ne è stato in giro per il mondo, impegnato in improbabili date concertistiche.

Berruti lascia Savona senza mai un dubbio sulla gestione delle piscine.

Berruti lascia Savona sporca, tranne dove passa Lui senza il suv.

Berruti lascia Savona dopo aver lasciato che autorità portuale compiesse uno dei maggiori scempi del mediterraneo, nel mezzo del Santuario dei Cetacei, oltre ad altre nefandezze come la nuova, orrenda, inutile sede. Sull’orlo del bitume.

Berruti lascia Savona con i trenini di Costa Crociere, le nubi tossiche, i negozi cinesi di souvenir deprimenti.

Berruti lascia a Savona un’eredità dissestata che nessuno vorrebbe esser chiamato ad amministrare, salvo forse il suo pregiato studio di piazza Diaz acquistato conto proprio dal latitante Andrea Nucera.

Berruti lascia una città marginale e irrilevante, nonostante le sue doti.

Lasciasse anche un paio di Hogan, sarebbe almeno qualcosa.

Senza rancori ma soprattutto senza rimpianti.

In breve.

Di cosa stavamo parlando?

Ninin

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