News04 ottobre 2016 21:11

Savona: pretendiamo chiarezza sui derivati

I nodi vengono al pettine, si dice. E forse, almeno in parte, è vero. È notizia di oggi che la Deutsche Bank chiede nientemeno che alla Corte britannica di attestare la legittimità e la trasparenza del contratto in corso sui derivati, sottoscritto dalla precedente amministrazione comunale di Savona

Savona: pretendiamo chiarezza sui derivati

Ora noi, come cittadini che qui paghiamo l'IMU, la TARES, la TARI e ogni tipo di altra imposta che ogni anno cambia nome (e nel frattempo, inspiegabilmente, aumenta) chiediamo di vedere pubblicati i contratti firmati, gli importi, le prospettive di interesse in partenza, e soprattutto di sapere ciò che è accaduto dopo: quanto il Comune di Savona ci ha “rimesso” su questa vicenda, l’entità del debito che si sta pagando, come è avvenuta la ricontrattazione.

Tutto questo prima di un'(auspicabile) assegnazione dell’ennesimo incarico legale a spese pubbliche, che dovrebbe essere esteso all’accertamento delle eventuali responsabilità “in solido” (penale e civile) soggettive.

Franco Astengo, il 16 aprile 2011, quindi durante la campagna elettorale precedente a quella del 2016, scriveva questo articolo, che ripubblichiamo perché, se è ormai evidente che la storia non insegna, è anche vero che alcune responsabilità non possono e non devono esser dimenticate.

“ANCORA SUI DERIVATI (“TITOLI TOSSICI”) ED IL BILANCIO DEL COMUNE DI SAVONA

La notizia è questa: il Comune di Genova ha disinnescato la “bomba derivato”, chiudendo l'onerosa operazione finanziaria aperta da Spim (la società che gestisce il patrimonio immobiliare del Comune), attraverso un accordo con Bnp-Paribas che ha risolto un contratto che costava 24 milioni di interessi.

La sindaco Marta Vincenzi, tramite il lavoro dell'avv. Sara Armella presidente di SPIM (una vadese d.o.c figlia del grande mediano del Vado anni'60, il compianto Piero Armella), ha davvero evitato con questa operazione il rischio di un tracollo di bilancio: si profilava infatti una esposizione per 92 milioni 518 mila 322 euro.

E' la prima volta, in Italia, che si chiude una vicenda di questo tipo, senza oneri ed esborsi, per la società che ha firmato il “derivato”: un tipo di contratto altamente pericoloso e dannoso per le casse pubbliche, nella cui tipologia sono caduti, come una vera e propria trappola, molti Enti Locali convinti di fare della facile “finanza creativa”.

L'occasione dell'evento (perché di vero e proprio “evento” si tratta) genovese ci consente di reiterare una domanda che abbiamo già rivolto agli amministratori del Comune di Savona, dai quali però non abbiamo ancora ricevuto risposta: come sta, effettivamente, il nostro Comune sotto questo aspetto? Quanto denaro è stato impiegato in questo tipo di operazione (perché il fatto è avvenuto, durante la tornata amministrativa 2002-2006, in questa che sta per concludersi dovrebbe essere cambiato il gestore e “ristrutturata” la vicenda), come stanno le cose, nel concreto e nel dettaglio sotto questo aspetto?

E' in corso la campagna elettorale, condotta in una deprimente accezione personalistica da alcuni candidati che hanno riempito la città dei loro manifesti anche di grande dimensione: non ci pare si sia verificata una minima attenzione, anche da parte di forze di opposizione, a questa tematica della condizione finanziaria, che pure risulta essere a nostro modesto giudizio del tutto decisiva.

Saremo grati a quanti, nella amministrazione comunale e nel mondo politico savonese, vorranno cortesemente risponderci ed interessarsi alla questione.”



Ninin

Ti potrebbero interessare anche:

Le notizie di NININ