News11 giugno 2017 07:23

Crack Nucera: chiesti 27 rinvii a giudizio

La Procura dopo sei anni ha messo la parola fine alla maxi inchiesta che ha travolto l’impero di Andrea Nucera, il costruttore di Albenga latitante negli Emirati Arabi, cominciata con il sequestro del cantiere della T1 a Ceriale. Oltre ad Andrea Nucera, chiesto il rinvio a giudizio per l'ex califfo di Carige Giovanni Berneschi

Crack Nucera: chiesti 27 rinvii a giudizio

Ventisette richieste di rinvio a giudizio. Bancarotta semplice, bancarotta fraudolenta ricorso abusivo al credito oltre ad un serie di reati fiscali.

La Procura dopo sei anni ha messo la parola fine alla maxi inchiesta che ha travolto l’impero di Andrea Nucera, il costruttore di Albenga latitante negli Emirati Arabi, cominciata con il sequestro del cantiere della T1 a Ceriale (la Carige concesse due mutui da 5,2 e 2,3 milioni di euro «sapendo che la Geo era in dissesto») e basata sull’ipotesi di trasferimento di capitali dalla Geo alla Inpar. Alla fine saranno undici le società cadute sotto il peso dei debiti, anche se il processo per la lottizzazione della T1 si è conclusa con una minima condanna a quattro mesi di arresto per abuso edilizio. 

Il pm Ubaldo Pelosi ha chiesto al gip Maurizio Picozzi di mandare a giudizio (udienza il 2 ottobre) oltre Andrea Nucera, anche amministratori delle varie aziende e collaboratori di Nucera (Monica Nucera, Elena Caviglia, Roberto Di Cursi, Monica Vasini, Carlo Casella), anche l’ex padre-padrone di Carige, Giovanni Berneschi, il dirigente Roberto Mumolo; dirigenti della Carisa (Piero Giadresco e Achille Tori), di Banco San Giorgio (Matteo Villani), Banco d’Alba (Arturo Arpellino e Piergiorgio Perrone), banca Leonardo (Paolo Leccardi, omesso controllo in base alla legge bancaria); i commercialisti membri del collegio sindacale (Anna Bruno oltre a Pastorinio e Zecchino) e periti (Domenico Palazzolo e Iris Dagnino). Questi gli altri indagati: Enrico Picasso, Angelo Zavaglio, Luigi Minolfi, Sergio Mori e Piercarlo Rolando. 

Dall’inchiesta è invece uscito l’avvocato Enrico Nan, ex onorevole di Forza Italia ed ex legale di Andrea Nucera. Il gip Picozzi ha infatti archiviato le accuse nei suoi confronti di bancarotta e ricorso abusivo del credito. E la sua è una riabilitazione totale dopo tre anni di accuse e sospetti.

Nel decreto di archiviazione sono stati inseriti anche altri dirigenti Carige: Mario Cavanna, Ennio La Monica e Alfredo Sanguinetto. In totale sono 13 le posizioni archiviate: il commercialista ingauno Roberto Maurizio, tragicamente scomparso in un incidente stradale; Massimo De Stefani, Michele Vairo, Lorenzo Rocca; Giuseppe Tampalini, amministratore della Marea Neagra dal 2007 al 2010; Osvaldo Rigamonti, perito della banca Leonardo; Gabriele Del Monte; Vincenzo Chiaro e Giuseppe Chiaro. Per la procura Andrea Nucera, in concorso con il suo prestanome Andrea Damele (fu arrestato nel 2011), la compagna Simona Musso, e Roderico Cavallo avrebbero spogliato la Geo e poi la Inpar «portandola al fallimento con dolo per effetto di operazioni dolose non ottemperando agli obblighi tributari» superiore a dieci milioni nel 2011.

Sempre secondo il castello accusatorio distraevano beni che poi cedevano ad altre società senza compenso: alla Panorama vennero ceduti 9 alloggi, 11 autorimesse e 5 cantine, un immobile alla Gherardenghi, cun contratto di leasing alla A Leasing per un complesso immobiliare a Roma, quadri e opere d’arte alla Geo Holding, cessioni di crediti ala Ager Holding.

Insomma una sorta di scatole cinesi che hanno portato al fallimento della varie società di Nucera con il coinvolgimento dei commercialisti PietroPastorino, loanese, consulente e perito del tribunale e Lorenzo Zecchino, savonese, recentemente nel collegio sindacale di Carisa. Secondo il pm «non avrebbero impedito la distrazione di beni e risorse della società fallita». 

G. Ciolina per lastampa.it

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